15 novembre 2019
Aggiornato 00:00

Verstappen, il pilota (rivale) che difende il bottone magico Mercedes

Piovono polemiche contro il sistema usato dalle Frecce d'argento per spingere al massimo i loro motori in qualifica. Ma c'è un avversario che si dice favorevole...

Max Verstappen
Max Verstappen Red Bull

MANAMA – Mentre nel paddock della Formula 1, nel bel mezzo del deserto del Bahrein, l'unica pioggia è quella di polemiche per il famigerato bottone magico della Mercedes, c'è un pilota, per giunta di una squadra diretta avversaria delle Frecce d'argento, che invece difende questo trucchetto. Si tratta di Max Verstappen. Il baby fenomeno olandese, infatti, ha dimostrato grande sportività schierandosi contro la proposta di bandire il sistema studiato dalla casa di Stoccarda per spingere al massimo la potenza dei propri motori durante i giri cruciali delle qualifiche. «Onestamente dico di no – ha dichiarato ieri nel corso della sua conferenza stampa alla vigilia del secondo Gran Premio stagionale – Se loro fanno un lavoro migliore di tutti gli altri, perché dovrebbero essere penalizzati? Non sarebbe corretto nei loro confronti. Sta alla Formula 1, semmai, cambiare i regolamenti per rendere più difficile sviluppare questo tipo di soluzioni, ma ora non le si può semplicemente proibire solo perché funzionano molto molto bene. Sarebbe ingiusto».

Contro la sua scuderia
Le sue dichiarazioni fanno notizia perché sono radicalmente contrarie alla posizione assunta pubblicamente dai vertici del suo stesso team, la Red Bull. Tanto il team principal Christian Horner quanto il plenipotenziario Helmut Marko, infatti, avevano invitato la Federazione internazionale dell'automobile a inserire una nuova regola, che obbligasse le squadre ad utilizzare la stessa mappatura del motore per tutto il corso delle qualifiche. «Sono frustrato anch'io – ammette Verstappen – Ma devo anche essere onesto e chiaro e riconoscere che loro hanno lavorato meglio degli altri. Altrimenti basterebbe usare tutti lo stesso motore, ma non credo che si voglia arrivare a questo». Insomma, se la Mercedes riesce a fare davvero la differenza sul giro secco, secondo Max è tutto merito della qualità dei suoi propulsori: «Se guadagnano improvvisamente cinque o sei chilometri all'ora, sì, è una bella differenza. Mi sembra piuttosto evidente che in qualifica aumentino la potenza, ma è stato così fin da quando sono stati introdotti i motori V6 in Formula 1. Non è una storia nuova».