21 settembre 2019
Aggiornato 07:00

Hamilton attacca Verstappen: «Testa di c...». E Vettel gli dà ragione

Ancora una volta tutti contro Max, in questo caso per il contatto che ha provocato all'inizio della gara di Sakhir con la Mercedes del campione del mondo

Il momento del contatto tra la Red Bull di Max Verstappen e la Mercedes di Lewis Hamilton durante il GP del Bahrein di F1
Il momento del contatto tra la Red Bull di Max Verstappen e la Mercedes di Lewis Hamilton durante il GP del Bahrein di F1 Red Bull

MANAMA«Una testa di c...o». Con questo appellativo, senza usare mezzi termini, Lewis Hamilton ha definito Max Verstappen appena sceso dalla sua monoposto, dietro al podio del Gran Premio del Bahrein, mentre riguardava in televisione le immagini del suo contatto. Parole dure, sulle quali pochi minuti dopo lo stesso campione del mondo in carica ha glissato in conferenza stampa: «Non mi ricordo neanche di averlo detto, ma quando scendi dalla macchina le emozioni sono amplificate». A difendere la sua reazione emotiva è stato addirittura il suo grande rivale Sebastian Vettel: «Posso rispondere? – ha preso la parola davanti ai giornalisti il ferrarista – Non è giusto: non so quello che abbia fatto Lewis, ma ci siamo ritrovati tutti in quella situazione. Siamo in lotta e finiamo ruota a ruota, vicini, con tanta adrenalina che scorre. Pensate a cosa accadrebbe su un campo di calcio se venissero messi dei microfoni in bocca ai calciatori: credete che direbbero qualcosa di carino quando ricevono un tackle o un fallo? Non credo che sia giustificato farci queste domande di m...a e costruire una storia dal nulla. Siamo qui a correre, siamo pieni di adrenalina e diciamo queste cose. Se vi dessi un pugno in faccia, non mi rispondereste: 'Sebastian, non ti sei comportato bene'. Sono reazioni perfettamente umane».

Manovra sbagliata
Insulti a parte, resta la valutazione molto negativa sul comportamento di Verstappen. Tutto è avvenuto alla prima curva del secondo giro, quando il pilota della Red Bull ha preso la traiettoria interna e poi si è spostato verso l'esterno spingendo il suo rivale della Mercedes, finché le due macchine si sono toccate e ad avere la peggio è stato proprio l'olandese, che ha bucato la gomma. «Mi sono reso conto di dover alzare il piede, ma lui ha continuato a spingermi senza lasciarmi spazio, quindi abbiamo finito per toccarci – ha raccontato Hamilton – Ringrazio solo che la mia macchina non si sia rotta e di aver potuto proseguire la gara, altrimenti sarebbe stato difficile». Sulla mossa del suo baby rivale, dunque, l'anglo-caraibico rimane molto critico: «In ultima analisi quello con Max è stato un contatto inutile. Ci vuole un certo rispetto tra i piloti: ho bisogno di rivedere le immagini, ma a me non è sembrata una manovra rispettosa. Anzi, da parte sua è stata piuttosto sciocca, perché non ha finito la gara, e quindi ha commesso uno dei parecchi errori che sta inanellando ultimamente. L'ho trovata davvero inutile: non mi ricordo nemmeno in che punto di gara fossimo, o perché ci trovassimo in quella posizione, ma ad essere onesto non mi interessa neanche». Max, invece, dal canto suo continua a respingere le critiche al mittente: «Sono uscito bene dall'ultima curva e ho preso l'interno. Lewis ha cercato di resistere all'esterno, ma a un certo punto io ero davanti. Credo che ci fosse ancora abbastanza spazio sulla sinistra, ma ci siamo toccati e il mio differenziale si è distrutto. Per me va bene che i commissari non siano intervenuti, ma non lo so: secondo me se ci fossimo ritrovati a ruoli invertiti lui avrebbe detto qualcosa».