23 luglio 2024
Aggiornato 17:00
MotoGP

La crisi di Lorenzo la paga il suo coach: licenziato dopo 4 mesi

Come nel calcio, anche nel Motomondiale il primo capro espiatorio è l'allenatore: così a fare le spese del deludente inizio di stagione di Jorge è stato Debon

Jorge Lorenzo nel box della Ducati durante il GP del Qatar di MotoGP
Jorge Lorenzo nel box della Ducati durante il GP del Qatar di MotoGP Foto: Michelin

ROMA – Come nel calcio anche nella MotoGP: quando le cose vanno male, il primo a farne le spese è sempre l'allenatore. E così, per il deludente esordio stagionale di Jorge Lorenzo nel Gran Premio del Qatar, conclusosi con un ritiro al termine di una prestazione impalpabile, il capro espiatorio è stato proprio il suo coach, Alex Debon. L'ex pilota di classe 250 aveva stretto una collaborazione con il cinque volte iridato maiorchino appena nel dicembre scorso, ed era stato presente al suo fianco nel box della Ducati per tutti i test invernali e, appunto, nel weekend di gara a Losail. Ma la scintilla tra i due non dev'essere mai davvero scoccata, se Por Fuera ha deciso di salutare il suo braccio destro dopo appena quattro mesi, senza essere riuscito a realizzare quel vero cambio di passo che sta cercando disperatamente fin da quando è salito per la prima volta in sella alla Desmosedici. Il ruolo di coach di Lorenzo tornerà dunque al collaudatore Michele Pirro, che già lo aveva ricoperto l'anno passato, almeno nei fine settimana che non coincideranno con gli altri suoi impegni, come ad esempio i tre Gran Premi che disputerà come wild card per la Rossa di Borgo Panigale.

Pensa al presente, non al futuro
Questo nuovo momento di crisi non sembra però provocare troppi grattacapi al campione spagnolo, che mantiene lo sguardo fisso sul proprio obiettivo a lungo termine: quello di diventare vincente anche con la Ducati. Almeno, questo è quanto dichiara ufficialmente ai microfoni dei giornalisti: «L'unica cosa che mi preoccupa è andar forte con questa moto ed ottenere il più presto possibile la mia prima vittoria. Voglio completare quello che ho iniziato, ovvero diventare il secondo pilota a vincere un Mondiale con la Ducati. Perché succeda questo devo vincere una gara, poi una seconda, una terza e una quarta». A complicare la sua situazione, però, ci sono anche le trattative per il rinnovo del suo contratto con la casa bolognese, che scade a fine stagione. Vista l'assenza di successi registrata finora, infatti, il suo datore di lavoro gli vorrebbe imporre un significativo taglio di stipendio, rispetto ai dodici milioni con cui è stato strappato alla Yamaha due anni orsono. Ma anche di questo Lorenzo non vuole sentir parlare: «Il resto del lavoro lo lascio al mio manager, non spreco nemmeno un minuto a pensarci. Se otterrò risultati, il mio valore di mercato aumenterà, altrimenti mi costerà un pochino. Per fortuna posso vantare su un ottimo palmares e questo mi aiuta».