20 settembre 2019
Aggiornato 22:00

Vettel gode, ma con giudizio: «Su cosa deve ancora lavorare la Ferrari»

Esultare sì, esaltarsi no. Seb è al settimo cielo per il trionfo inaspettato a Melbourne, ma tiene comunque i piedi ben piantati per terra: «L'auto deve crescere»

Sebastian Vettel festeggia la vittoria nel GP d'Australia di F1 sul podio con il suo compagno di squadra Kimi Raikkonen e lo stratega Ferrari Inaki Rueda
Sebastian Vettel festeggia la vittoria nel GP d'Australia di F1 sul podio con il suo compagno di squadra Kimi Raikkonen e lo stratega Ferrari Inaki Rueda Ferrari

MELBOURNE – Al settimo cielo, ma con i piedi ben piantati per terra. Sebastian Vettel è entusiasta per la vittoria inaspettata con cui ha inaugurato il suo Mondiale 2018 di Formula 1, nel Gran Premio d'Australia. Ma, allo stesso tempo, dimostra una grande maturità quando riconosce onestamente di essere stato aiutato dalla buona sorte. «Siamo stati un po' fortunati oggi – ammette il vincitore della gara di Melbourne – Ieri Lewis ha fatto un giro favoloso, si è meritato la pole position e a inizio gara ha controllato bene il gruppo. Poi abbiamo avuto un colpo di fortuna, e ce lo prendiamo tutto. Per ogni vittoria a Maranello mettiamo una bandiera, e ho chiesto alla squadra che lo facesse anche stamattina. È stato un buon inizio, una bella vittoria che ci dà motivazioni nuove per le prossime settimane».

Capolavoro di tattica
Il campione tedesco della Ferrari era terzo nella prima metà di gara, ma l'occasione d'oro gli si è presentata davanti quando i commissari ha applicato la virtual safety car: «Speravo di partire un po' meglio, ma mi sono dovuto accontentare di difendere il terzo posto. Poi ho iniziato a perdere contatto da Lewis e Kimi perché le gomme erano andate in crisi. Pregavo che uscisse la safety car, e proprio in quel momento una macchina (la Haas di Romain Grosjean, ndr) si è fermata all'uscita della curva 2: allora i commissari hanno congelato la gara, ma io ero pieno di adrenalina. Sono rientrato ai box al limite, perché mi avevano informato che ero molto vicino a Lewis. Quando sono uscito ero al comando, poi lui ha provato a mettermi sotto pressione, ma so che su questa pista è difficile superare».

Si può dare di più
Grazie a questo colpo di fortuna e ad un'impeccabile gestione strategica della situazione da parte del muretto box della Ferrari, così, il quattro volte iridato è riuscito ad avere la meglio su un Lewis Hamilton che solo ventiquattr'ore fa era apparso imbattibile in qualifica. Il nuovo campionato comincia dunque proprio come era cominciato lo scorso, con un successo a Melbourne, anche se Vettel è il primo a riconoscere che la storia di questi due trionfi è in realtà molto diversa. «L'anno scorso avevamo un passo migliore rispetto alla Mercedes, riuscivamo a metterli sotto pressione – racconta Seb – Anche se Lewis era al comando lo abbiamo costretto a rientrare ai box e abbiamo sfruttato quell'occasione, perché eravamo veloci. Oggi penso che non fosse così: avevamo comunque un passo decente, che è bastato a rendergli difficile l'avvicinamento e a non creare un trenino di macchine dietro di noi. Ma sappiamo che non siamo ancora i più veloci, come vorremmo essere: se guardate i distacchi sull'intero weekend, la Mercedes rimane superiore». Insomma, è il messaggio del ferrarista, va bene godersi la gioia di questo trionfo inaspettato, ma guai a riposarsi sugli allori, perché i tecnici di Maranello hanno ancora molto lavoro da fare per portare la SF71H al livello della monoposto avversaria. «Penso che la macchina abbia un potenziale enorme, ma fa ancora fatica ad esprimerlo – ammette – Io voglio grande precisione in frenata e in ingresso di curva, e su quel fronte non sono ancora contento, devo cercare un compromesso quando sono alla guida. Non è un grosso dramma, posso cavarmela, ma se riuscissimo a risolvere questo problema potrei sentirmi molto più sicuro e questo farebbe una grande differenza. Oggi c'era molto vento, quindi ho spinto ma mi sono anche mantenuto sul sicuro per evitare di rovinare tutto: invece, quando ti fidi totalmente della vettura, puoi dare il massimo senza pensarci un attimo».