17 settembre 2019
Aggiornato 16:00

Hamilton-Vettel, veleni e sospetti: «Quel bottone magico della Mercedes...»

Tra i rivali annunciati per il Mondiale volano scintille anche fuori pista. Lewis: «Volevo tirarti via il sorriso dalla faccia». Seb: «Ride bene chi ride ultimo»

Il podio delle qualifiche del GP d'Australia: Lewis Hamilton, Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel
Il podio delle qualifiche del GP d'Australia: Lewis Hamilton, Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel Ferrari

MELBOURNE – La prima pole position del Mondiale 2018 di Formula 1 va a Lewis Hamilton: «Penserete che, con i risultati che ho ottenuto nel corso degli anni, ormai mi ci sia abituato, ma invece è stata una qualifica molto intensa – racconta l'iridato in carica – Ho il cuore che batte a mille, e sono molto contento del mio giro, uno dei migliori direi. Cerco sempre la perfezione e stavolta mi ci sono avvicinato tantissimo». Ad ammetterlo è lo stesso pilota della Mercedes: è stata una battaglia all'ultima staccata quella che lo ha visto contrapposto al suo rivale annunciato Sebastian Vettel, molto più equilibrata di quanto il distacco finale lasci intendere. Per rendersene conto basta ripercorrere la storia della fase decisiva delle qualifiche: al primo tentativo l'anglo-caraibico era sì in testa, ma il suo vantaggio sul tedesco della Ferrari era dell'ordine dei centesimi di secondo. Solo con il suo ultimo passaggio, che ha abbattuto il record della pista, il margine di Lewis nei confronti di Seb è esploso, fino a raggiungere addirittura quegli otto decimi che li separano nella classifica definitiva delle prove ufficiali.

Schermaglie verbali
Ed è stata proprio questa improvvisa progressione di velocità da parte della Freccia d'argento a sollevare i sospetti dei soliti maligni. Possibile che il merito di questo distacco, diventato tutto d'un colpo abissale, sia solo delle traiettorie pennellate da Hamilton? Oppure c'entra quella famigerata mappatura da qualifica che da sempre si favoleggia: quella che, azionando un semplice pulsante sul volante, sarebbe in grado di scatenare tutta la potenza del motore Mercedes per una sola tornata? Il diretto interessato giura di no: «In quel giro ho utilizzato la stessa modalità del giro prima. Si è trattato solo di portare le gomme alla giusta temperatura e di azzeccare gli intermedi ideali. Anche prima ne avevo centrato qualcuno, ma non ero ancora riuscito a mettere insieme tutti i settori migliori. Vi posso assicurare che non abbiamo un bottone magico da usare in qualifica, non esiste». Sebastian Vettel, però, non ci crede, e lo stuzzica: «E quindi cosa avevi fatto prima?». A quel punto il rivale numero uno lo attacca con una frecciata: «Volevo fare un bel giro, per tirarti via il sorriso dalla faccia». E l'alfiere della Ferrari, a sua volta, non si tira indietro, anzi gli risponde per le rime: «Ride bene chi ride ultimo... Alla fine siamo qui per questo, per divertirci. A lui piace questo, e in qualifica se la cava piuttosto bene. Stasera lo lasciamo festeggiare, domani toccherà a me e a Kimi...».

L'errore di Vettel
Sono autentiche scintille, dunque, quelle volate tra i duellanti nel corso della conferenza stampa post-qualifiche. Che dimostrano come il match Hamilton-Vettel sia appena cominciato, e non sia certamente destinato a limitarsi solo ai confini della pista. Il primo round è andato al campione, ma lo sfidante promette pronto riscatto: se oggi non è stato all'altezza del suo rivale (ed è finito terzo, dietro perfino al suo compagno di squadra Kimi Raikkonen), infatti, è stato soprattutto per colpa di una piccola sbavatura di guida: «Ieri non ero contento, non sentivo la macchina, ma in qualifica è andato tutto meglio – confessa Seb – All'ultimo giro ho avuto un momento di difficoltà alla curva 13, ho cercato di staccare all'ultimo ma non ha funzionato. Peccato che Lewis abbia un vantaggio così grande, ma immagino che il suo giro finale sia stato davvero buono. Il bottone magico? Speriamo che oggi lo abbiano azionato davvero, così domani dovranno staccarlo. Nelle simulazioni di gara abbiamo visto che il nostro passo è molto vicino. Sono davvero felice, questo è un buon risultato per il team». Insomma, oggi la Mercedes le avrà anche sferrato un primo colpo, ma la Ferrari è ancora ben lontana dal finire al tappeto.