15 novembre 2019
Aggiornato 07:00

I commissari graziano Raikkonen (ma puniscono Ricciardo)

Nessuna penalità per il finlandese della Ferrari, che ha ostacolato il connazionale Bottas. L'australiano della Red Bull, invece, perde tre posizioni in griglia

Kimi Raikkonen nel box della Ferrari
Kimi Raikkonen nel box della Ferrari Ferrari

MELBOURNE – Kimi Raikkonen può tirare un sospiro di sollievo: la penalità che avrebbe reso da subito in salita il suo primo Gran Premio stagionale in Australia è infatti scampata. La direzione gara ha deciso di graziare il pilota finlandese della Ferrari, dopo averlo messo sotto inchiesta per via di un episodio che lo ha visto protagonista insieme a Valtteri Bottas durante la seconda sessione di prove libere del venerdì.

Mano leggera
I due hanno sfiorato l'incidente quando il suo connazionale della Mercedes è giunto di gran carriera alle spalle di Iceman, che stava procedendo lentamente, ed è dunque stato costretto ad evitarlo finendo nelle vie di fuga in ghiaia. Immediata è partita l'indagine da parte dei commissari, che hanno accusato il ferrarista di aver bloccato il suo avversario. «Non vedevo nulla, questo era il problema – si è difeso Kimi – Ovviamente il team ha cercato di avvisarmi, ma il messaggio mi è comunque arrivato piuttosto tardi. Ho visto il fumo, sapevo che era lì da qualche parte, ma non riuscivo a vederlo per niente. Per questo avevo paura di spostarmi dall'una o dall'altra parte. Di sicuro non è stato ideale per lui, ma non me la sono sentita di muovermi perché non lo vedevo». Alla fine la decisione dei giudici è stata quella di non procedere ad alcuna punizione, valutando che Raikkonen non abbia «inutilmente ostacolato» Bottas. Lo stesso pilota delle Frecce d'argento aveva del resto già perdonato l'altro finnico, sostenendo che si sarebbe stupito molto di vederlo punito per questa manovra: «Era nel corso di un giro di rallentamento e mi aspettavo che si spostasse fuori dalla traiettoria – ha raccontato – Ma è rimasto lì e quando mi sono avvicinato troppo ho perso carico aerodinamico, per via delle turbolenze, e quindi ho bloccato le gomme in frenata».

Maledizione casalinga
Chi si è ritrovato invece sotto la mannaia del direttore di gara è stato Daniel Ricciardo, a causa di un'infrazione commessa nel momento in cui il secondo turno di libere è stato interrotto con la bandiera rossa. «I commissari hanno rivisto i dati e i video e hanno scoperto che Ricciardo in effetti non ha rispettato il tempo minimo stabilito dalla Federazione nel penultimo e nell'ultimo settore – si legge nella nota ufficiale – Inoltre i commissari hanno scoperto che Ricciardo ha rallentato di ben 175 km/h rispetto al suo tempo migliore alla curva 12, ed è stato costantemente e significativamente più lento nelle ultime tre curve, indicando che ha rispettato le norme del regolamento sportivo. Tuttavia, ha ammesso un errore nella lettura del cruscotto e si è ritrovato leggermente al di sotto del tempo minimo». Pur ritenendo colpevole il pilota australiano della Red Bull, la punizione inflitta è stata più leggera del previsto perché il suo comportamento è stato ritenuto non pericoloso: «Quest'anno è stato aggiunto un articolo al regolamento per assicurare che i piloti riducano sufficientemente la velocità in regime di bandiera rossa: il mancato rispetto di questa norma è una violazione estremamente grave – proseguono i commissari – Tuttavia, in questo caso i commissari hanno valutato che il pilota ha rallentato in modo significativo e non ha creato pericolo, anzi ha proceduto con attenzione. Perciò gli sarà imposta una penalità minore rispetto al solito, ovvero di tre posizioni in griglia di partenza e di due punti sulla patente». Non certo l'inizio che Daniel avrebbe desiderato, per il suo Gran Premio di casa, nel quale si porta da sempre dietro una maledizione: il suo miglior risultato è stato un magro quarto posto due anni fa, mentre nel 2014, quando arrivò secondo, fu successivamente squalificato per irregolarità nel flusso del carburante.