17 gennaio 2021
Aggiornato 04:00
MotoGP

La corsa ai rinnovi la vince Vinales: in Yamaha fino al 2020

Stavolta è Top Gun a battere tutti sul tempo (compreso il suo compagno di squadra Valentino Rossi) annunciando per primo il suo nuovo contratto biennale

Maverick Vinales
Maverick Vinales Yamaha

MADRID – L'annuncio è stato così clamoroso e inatteso da far passare quasi in secondo piano, paradossalmente, perfino la presentazione stessa della nuova Yamaha M1 2018. Sul palco del Matadero di Madrid, pochi istanti prima che cadessero i veli dalla moto che guiderà nel prossimo Mondiale di MotoGP, Maverick Vinales ha sganciato la bomba: ha appena firmato il rinnovo con il marchio dei Diapason fino al 2020. Applaude (pur assente giustificato per problemini di salute) anche il team principal Lin Jarvis: «L'annuncio che Maverick resterà nel nostro team per altri due anni è un modo fantastico di iniziare la nuova stagione: dimostra il chiaro impegno da entrambe le parti e riafferma la reciproca fiducia di poter raggiungere insieme l'obiettivo di diventare campioni del mondo. Maverick è diventato una colonna del team da quando è arrivato, è motivatissimo e non perde mai di vista i suoi scopi. Il 2017 non è stato facile, ma nell sua prima stagione con noi ci ha comunque regalato tre vittorie tra cui la numero 500 nella nostra storia. Anche il terzo posto in campionato dopo il cambio di costruttore è stato un risultato impressionante. Maverick è ancora molto giovane, perciò vediamo un grande futuro davanti a lui».

Primo annuncio
Altrettanta soddisfazione la manifesta con le sue parole il diretto interessato: «Sono contento di aver potuto anticipare così tanto questo annuncio, perché mi mette un senso di calma: so che continuerò a guidare la mia M1 per le prossime tre stagioni e quindi ora posso concentrarmi solo sulla pista – commenta Top Gun – Sono molto soddisfatto di questa decisione, ho molta fiducia nel team e nella Yamaha e sono felice che anche oro sentano le stesse cose. Continueremo a lavorare sodo e a spingere al massimo in tutti i Gran Premi e non vedo l'ora di affrontare altri tre incredibili campionati insieme». La notizia è più importante e meno scontata di quanto potrebbe sembrare a prima vista, soprattutto per via dell'effetto domino che rischia di innescare sul mercato piloti in chiave 2019. Due anni fa fu Valentino Rossi ad aprire le ostilità annunciando la firma del suo nuovo biennale con la Yamaha prima ancora del Gran Premio inaugurale in Qatar; stavolta a batterlo sul tempo è stato il suo compagno di squadra. Proprio quello che, tra i due, sembrava il meno indiziato a restare con la casa di Iwata: non perché i suoi risultati non fossero stati all'altezza delle aspettative, ma perché era corteggiato anche da altre scuderie, prima fra tutte la Honda che lo avrebbe sondato come possibile sostituto di Dani Pedrosa.

Gli scenari
Il fatto che, invece, proprio la sua casella sia stata la prima ad andare a posto in vista del prossimo campionato, dunque, mette sotto pressione sia il Dottore che l'intera squadra. O il nove volte iridato deciderà di appendere il casco al chiodo alla fine di quest'anno (scenario che al momento, viste le ultime dichiarazioni, sembra sempre più improbabile), oppure sarà il costruttore giapponese a trovarsi in difficoltà, visto che oltre ai suoi due piloti titolari ne ha a libro paga anche un altro che spinge per entrare nel team ufficiale, Johann Zarco. E se non può certo privarsi del fenomeno di Tavullia, il suo uomo più importante anche dal punto di vista di marketing e comunicazione, rischierebbe di mangiarsi le mani pure se si dovesse lasciar scappare il 27enne francese, il pezzo più pregiato (e corteggiato) tra gli esordienti della scorsa annata. Avendo puntato sulla giovinezza e sul futuro con la riconferma del catalano, non concedere al transalpino la fiducia che ha dimostrato di meritarsi sarebbe un controsenso. A meno che la Yamaha non decida di tirare fuori la carta a sorpresa: schierare una terza moto per Valentino Rossi, magari affidata proprio al suo team, la Vr46?