22 agosto 2019
Aggiornato 15:00

Il 2018 della F1: cosa aspettarsi dal nuovo anno

Il duello atteso è sempre lo stesso: Mercedes contro Ferrari, che seguono strade tecniche diametralmente opposte. Ma gli outsider pronti a inserirsi non mancano

La partenza dell'ultimo Gran Premio del 2017 ad Abu Dhabi
La partenza dell'ultimo Gran Premio del 2017 ad Abu Dhabi Mercedes

ROMA – Di incognite all'orizzonte ce ne sono tante: dall'introduzione dell'Halo, la gabbia di sicurezza intorno alla testa dei piloti, fino alla riduzione del numero di motori a tre per stagione, che rischia di mettere ulteriormente sotto torchio l'affidabilità delle scuderie. Senza perdere d'occhio le mosse della Liberty Media, la nuova proprietà della Formula 1, attesa a decisioni cruciali sia per il futuro prossimo (sul fronte della comunicazione) che per quello più a lungo termine (sul fronte tecnico), con il rischio annunciato di scontentare i top team che si preparano al braccio di ferro. Mentre tutto ciò accade fuori pista, però, sul circuito si prepara un Mondiale attesissimo e, forse, più imprevedibile degli ultimi.

Conferma Mercedes
Intendiamoci: la favorita d'obbligo, alla vigilia, resta ovviamente la Mercedes, non fosse altro perché è reduce da quattro titoli mondiali vinti consecutivamente. Eppure la Freccia d'argento, nella scorsa stagione, non si è rivelata più quella monoposto capace di dominare in lungo e in largo il campionato, sbaragliando gli avversari, ma al contrario una diva capricciosa, dal grande potenziale sì, ma anche dalla messa a punto aerodinamica complicata, di cui solo nel finale i tecnici tedeschi sono sembrati trovare il bandolo della matassa. Per metterci una pezza, la W09 vedrà la luce con un passo più corto di circa dieci centimetri, che dovrebbe dunque rendere la vettura più agile in percorrenza di curva: limitando così gli effetti negativi del giro di vite introdotto da parte della Federazione sui trucchetti per modificare l'altezza da terra in corsa. Il vero punto di forza della corazzata teutonica, però, resta il motore: che, nonostante le regole gli imporranno di durare ancora di più, dovrebbe sfondare il tetto dei mille cavalli di potenza. Impressionante.

Promessa Ferrari
Direzione diametralmente opposta quella seguita dai diretti rivali della Ferrari. Non solo sul fronte del propulsore, che invece qualche grattacapo ai motoristi per la sua durata nelle prove al banco lo sta riservando, ma anche su quello del telaio. Se la Mercedes si accorcia, infatti, la Ferrari si allunga, di circa sei centimetri, per migliorare sia l'efficienza aerodinamica che la gestione complessiva dei flussi d'aria. «I tecnici di Binotto hanno capito che, nella strada intrapresa dalla Mercedes, i vantaggi aerodinamici superano i punti deboli – ha recentemente rivelato la Gazzetta dello Sport, che parla anche di – voci di risultati felicemente sorprendenti sulle recenti simulazioni riguardanti la nuova macchina». Promettente.

Rincorsa Red Bull
Non va poi dimenticata la Red Bull, che da terza forza consolidata nell'arco del 2018 intende stavolta inserirsi a gamba tesa nel duello iridato. Il telaio ce l'ha, due piloti all'altezza pure: manca ancora qualche certezza sul motore Renault, che nella passata stagione è apparso meno potente e soprattutto troppo fragile rispetto a quelli dei due migliori. L'outsider? Potrebbe essere la McLaren, per la quale invece il passaggio alla power unit francese è un toccasana, dopo tre stagioni buttate al vento nel disperato tentativo di far funzionare il matrimonio con una Honda che sembra rimasta tecnologicamente indietro di trent'anni.