Raiola al contrattacco: «Altro che Gigio, il problema al Milan è un altro»
Stuzzicato dalle tante dichiarazioni contro di lui, il procuratore italo-olandese ha affidato ad un lungo comunicato alla Gazzetta dello Sport la sua verità.
MILANO - Stuzzica stuccica e alla fine ecco anche la piccata risposta dell’uomo più odiato dall’intero universo rossonero. Il protagonista della nostra storia è naturalmente Carmine Raiola da Nocera Inferiore, per gli amici Mino, per i milanisti «il pizzaiolo ingordo».
Toccato dalla dura presa di posizione di Massimiliano Mirabelli che al termine del match vinto contro il Verona l’ha definito uno show man che vuole il male del Milan, il procuratore più potente del calcio italiano ha detto la sua, anche stavolta senza mezze misure. E naturalmente il principale obiettivo della sua dura reprimenda è stato proprio il direttore dell’area tecnica rossonera.
Problema personale
«Prendo atto di quello che dice Mirabelli su di me e contro di me - l’attacco di un lungo comunicato dell’agente italo-olandese alla Gazzetta dello Sport -, dopotutto siamo in un paese democratico e può dire quello che pensa. Mirabelli ha un problema personale contro di me e usa Gigio Donnarumma per attaccarmi. Ma io non ne farò un circo mediatico e, ancor di più, non voglio che questo venga fatto sulla pelle di Gigio. Risponderò a Mirabelli nei luoghi appropriati e al momento giusto».
La difesa di Antonio
E ancora a proposito del suo assistito: «Gigio non c’entra niente e non ha fatto niente di male e quindi non è giusto strumentalizzarlo per fare guerra a me. Anche perché è evidente a tutti che il problema del Milan non è Gigio, né tanto meno Antonio. Stranamente poi né Mirabelli, né la società hanno commentato lo striscione che è apparso ieri allo stadio. Noi non abbiamo mai imposto al Milan di prendere Antonio. E’ stata una scelta tecnica di Mirabelli che ora dovrebbe quanto meno difendere. Vi voglio ricordare che questa estate c’erano offerte economiche e professionali per Gigio che nessun calciatore avrebbe mai rifiutato. Ma Gigio e la sua famiglia hanno fatto una scelta con il cuore. E io ho rispettato tale scelta. Il mio interesse oggi è solo che Gigio venga lasciato tranquillo e solo così potrà fare il suo meglio. Questa dovrebbe essere anche la priorità del ds del Milan. E se non è così, dovrebbe essere la priorità della proprietà del Milan o di chi la rappresenta».
Il problema è Mirabelli
E alla fine ecco la stoccata finale: «A Mirabelli oggi fanno comodo queste polemiche perché tolgono l’attenzione dal vera problema del Milan: il suo progetto tecnico. Io non ho nulla contro il Milan, anzi ci tengo al Milan e vorrei avesse successo. Vi ricordo che ho 4 giocatori in prima squadra e ho interesse che i miei assistiti raggiungano risultati importanti. Ma non è solo questo, penso anche che per il calcio italiano sia importante che il Milan torni ad essere protagonista in Italia e a livello internazionale. Ora è arrivato Gattuso che è una persona per la quale ho molta simpatia e rispetto e a cui auguro tutto il bene possibile. Ho letto tante cose false e assurde che non ha neppure senso commentare o smentire. Delle questioni dei contratti dei miei assistiti non ho mai parlato in pubblico e non lo farò ora. Ho stabilito da tempo una linea aperta di colloquio cortese e professionale con il dott. Fassone che ho incontrato anche di recente. Se ci fossero dei problemi e se fosse necessario mi troverò con il dott Fassone e cercheremo delle soluzioni. Ma questo non solo per Gigio o Antonio, anche per qualsiasi altro mio giocatore».
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