4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
Calcio | Nazionale

Milan, attacco a Raiola: ecco il nuovo hashtag del tifo rossonero

Monta la protesta dei tifosi rossoneri nei confronti dell’ingombrante procuratore italo-olandese. E intanto Gigio piange lacrime autentiche.

Lo striscione contro Donnarumma esposto dai tifosi del Milan contro il Verona
Lo striscione contro Donnarumma esposto dai tifosi del Milan contro il Verona ANSA

MILANO - Non c’è pace per Gigio Donnarumma, nè tantomeno per i sempre più disorientati tifosi rossoneri. Da una parte c’è lo sconcerto legittimo di tutto il popolo milanista nel prendere atto di tutto quanto sta accadendo tra il clan Raiola e il Milan, con quella risibile minaccia di impugnare il contratto firmato a luglio da Gigio per un assurdo vizio di forma; dall’altra la frustrazione del giovane portiere rossonero, sempre più in balia dell’uragano Mino e adesso finito nel mirino della contestazione per un’ipotetica insoddisfazione del ragazzo, in realtà tutta da dimostrare.

#gigiomollalo
Così, mentre Donnarumma cerca di fare ordine nelle sue idee, supportato anche dalla famiglia mai troppo benevola nei confronti delle modalità operative del pizzaiolo campano, dall’altra monta la rabbia milanista. Prima gli striscioni e gli insulti a San Siro, nel corso di Milan-Verona di Coppa Italia, poi la battaglia sul web del popolo rossonero contro Mino Raiola. Al grido di #gigiomollalo, hashtag del momento, si è scatenata la furia dei fans del diavolo, ma a far sentire la sua voce ha provveduto anche la frangia più estrema della tifoseria del Milan, con le parole di Giancarlo Capelli, detto il  Barone, uno dei leader del cuore pulsante della curva sud.

Le parole della curva
«Questa vicenda va avanti da 6-7 mesi - le parole del Barone ai microfoni di ‘4-4-2' su Sportmediaset.it -. Donnarumma in questi mesi non si è mai esposto e si è appoggiato al suo procuratore. Ora in questi giorni sono uscite cose che non fanno bene a nessuno, noi vogliamo chiarezza, siamo stufi di questa situazione. Dice di amare il Milan e che è attaccato al Milan, ha fatto dei gesti anche l’anno scorso a Torino ma ora deve prendere delle decisioni nette. Ieri c’era la famiglia allo stadio che so che è contraria a Raiola. Ieri sera c’è stato questo sfogo perché siamo arrivati al culmine. La prima cosa che chiediamo è che si stacchi dal suo agente, visto che è sempre lui a parlare. Se la famiglia nega che certe affermazioni siano vere deve agire di conseguenza, altrimenti è una presa in giro».

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