19 giugno 2019
Aggiornato 05:00
Formula 1

Kubica a un passo dal rientro. Ma c'è un rischio sicurezza?

Ancora nessun annuncio ufficiale dalla Williams, anche se le voci parlano di un contratto biennale già firmato. Ma i colleghi piloti si ribellano: con un braccio infortunato, cosa farà in caso di incidente?

ROMA – È in pole position, ma non ha ancora tagliato il traguardo. Robert Kubica sembra ormai ad un passo dal ritorno a tempo pieno in Formula 1, e sono molte le fonti autorevoli all'interno del paddock pronte a giurare che la Williams punterà su di lui come nuovo titolare per la prossima stagione. Ufficialmente, tuttavia, la squadra inglese non si sbilancia ancora: «Anche se stiamo procedendo a trattare con Kubica, non è stata ancora presa una decisione definitiva sul nome del sostituto di Felipe Massa – ribatte un portavoce del team fondato da Sir Frank – Faremo un annuncio quando avremo qualcosa da annunciare, ma non abbiamo in programma di rivelare nulla questo weekend ad Abu Dhabi». Per avere la conferma, dunque, bisognerà attendere oltre la conclusione del campionato. Forse dopo i test che si svolgeranno, sempre ad Abu Dhabi, la settimana successiva al Gran Premio, ai quali il 32enne polacco prenderà parte proprio al volante della Williams.

Si può fare...
Eppure si susseguono le voci secondo le quali Kubica abbia già sul tavolo un contratto biennale, favorito dagli otto milioni di sponsorizzazioni che gli avrebbe procurato l'ex campione del mondo Nico Rosberg, che qualche mese fa ha deciso di dargli una mano come aiuto manager. L'occasione, dunque, è ghiotta per la scuderia di Grove, e non solo da un punto di vista economico e di immagine: «Robert era uno dei piloti migliori della Formula 1 recente – sostiene il cofondatore e storico direttore tecnico Patrick Head – Solo lui sa quanto sia pronto a questa sfida. È stato seriamente infortunato e la Williams vuole scoprire quale sia la sua situazione. Se è in grado di guidare ad alto livello da un punto di vista fisico, rappresenta un'ottima scelta per il team».

...o no?
Ma se il talento di Robert non è e non è mai stato in discussione, in molti nutrono dubbi sulla sicurezza che possa garantire al volante. Il grave incidente durante un rally di cui fu vittima nel 2001, e che troncò di netto la sua carriera in F1, infatti, ha lesionato in modo permanente la sua mano destra. E benché questo handicap non sembri rallentare le sue prestazioni velocistiche, potrebbe invece condizionarlo in caso di pericolo: «Non si tratta solo di passare il test di uscita da una macchina ferma con l'Halo, che comunque è già di per sé piuttosto impegnativo – spiega l'ex campione del mondo Jacques Villeneuve alla rivista tedesca Auto Bild – E se si ritrovasse in partenza ad evitare improvvisamente un oggetto? Dubito che ci possa riuscire con una sola mano. Dalla mia esperienza so che non si può. Penso che la Federazione debba essere sicura al cento per cento che Robert sia in grado di evitare incidenti, e lui stesso deve pensarci con attenzione. Non si tratta solo dei suoi tempi sul giro, ma anche della sua responsabilità nei confronti dei colleghi. E lo stesso vale per la Williams: in caso di incidente, anche loro sarebbero gravemente responsabili». Dello stesso parere è un altro autorevole ex della Williams, Juan Pablo Montoya: «Onestamente, questa è una barzelletta. Sono sicuro che Robert non sia più al cento per cento in grado di spingere una macchina di Formula 1 al limite». Tanto che i colleghi piloti potrebbero sollevare il tema del suo possibile ritorno il prossimo venerdì, in occasione della riunione con i rappresentanti della Federazione internazionale dell'automobile che si svolge alla vigilia di ogni Gran Premio. Un ostacolo in più sulla strada che potrebbe riportare Robert Kubica nel Mondiale.