16 giugno 2019
Aggiornato 22:30

Milan-Kalinic: cresce il partito dei nostalgici

La sconcertante prestazione del croato a Napoli, l'ennesima da inizio stagione, aumenta il malcontento dei tifosi milanisti, stufi di vedere un centravanti così abulico e stufi di vederlo titolare inamovibile. Più di un appassionato rossonero rimpiange addirittura il colombiano Bacca, ora in prestito al Villarreal

Nikola Kalinic, prima stagione al Milan
Nikola Kalinic, prima stagione al Milan ( ANSA )

MILANO - Il Milan esce sconfitto pure dal San Paolo e ancora una volta mostra un attacco sterile ed inefficace. Stavolta ci si è messo pure l'infortunio di Suso, l'unico in grado di inventare qualcosa nel nulla della prima linea rossonera, costretto ad uscire alla fine del primo tempo per un fastidio alla schiena e sostituito da un Andrè Silva impacciato ed inconcludente, lontano parente di quello ammirato ad inizio stagione in Europa e che sta inesorabilmente dimostrando di essere per il campionato italiano ancora un pesce fuor d'acqua; la favoletta che il portoghese non rende perchè gioca poco regge fino ad un certo punto, anzi, è probabile il contrario: il numero 9 del Milan gioca poco perchè non è ancora all'altezza. Forse lo sarà contro avversari come l'Austria Vienna, forse lo sarà in Nazionale contro Andorra e Norvegia, di certo al cospetto di difese chiuse e tatticamente preparate come in serie A, il centravanti lusitano è ancora lontano dall'essere un cecchino.

Si stava meglio quando si stava peggio

Fra i tifosi milanisti, poi, sta aumentando l'adesione al partito della nostalgia, soprattutto in riferimento alle desolanti prestazioni di Nikola Kalinic, attaccante espressamente voluto da Montella e che non riesce proprio a far breccia nei cuori degli affezionati rossoneri (e come dar loro torto?). Anche a Napoli, il croato ha offerto una prova imbarazzante, senza un tiro in porta, senza una sponda, senza una lotta coi difensori partenopei che si sono limitati alle operazioni di ordinaria amministrazione contro l'ex punta della Fiorentina. Di gol, ovviamente, neanche a parlarne, Kalinic resta fermo alla doppietta contro l'Udinese, vecchia ormai come la notte dei tempi, e alla rete nella vittoriosa trasferta di Verona col Chievo, un bottino magro e misero per uno pagato la bellezza di 25 milioni di euro. I tifosi del Milan sono stanchi di lui, del suo nulla in area di rigore e delle scuse secondo le quali sarebbe il gioco di Montella a penalizzarlo: sì, a Kalinic arriveranno probabilmente pochi palloni giocabili, ma da una punta pagata così tanto nonostante 30 primavere sul groppone ed un curriculum modesto, ci si aspetta onestamente qualcosa di più del nulla ammirato sinora.

Numeri impietosi

E il partito della nostalgia cita anche quel Carlos Bacca tanto insultato e criticato lo scorso anno, invitato a lasciare Milano alla velocità della luce ed ora parcheggiato in prestito al Villarreal, ma che, paragonato al Kalinic attuale, appare come un centravanti da rimpiangere, uno che giocava forse da solo, senza aiutare la squadra e senza rendersi utile nella manovra, ma che nella peggior annata della sua carriera (quella scorsa, appunto) è stato capace di realizzare 14 reti stagionali, 34 totali in 77 apparizioni nei suoi due anni rossoneri. Numeri a cui questo Kalinic non riesce neanche lontamente ad avvicinarsi.