21 settembre 2019
Aggiornato 21:31

Anche gli amici abbandonano Ventura

La mancata qualificazione della Nazionale ai mondiali ha scavato un solco ed una spaccatura non ricucibili fra il tecnico genovese e l’Italia intera, ma ora anche i suoi fedelissimi sembrano voltargli le spalle

Giampiero Ventura, commissario tecnico della Nazionale in uscita
Giampiero Ventura, commissario tecnico della Nazionale in uscita ANSA

MILANO - Non c’è pace per Giampiero Ventura, reo per l’Italia del calcio del più grande e grave fallimento che la storia recente italiana ricordi, ovvero la mancata qualificazione a Russia 2018, una macchia ed un’onta che nessuno dimenticherà facilmente. C’è chi fa paragoni con il mancato accesso ai mondiali del 1958, chi con le mancate qualificazioni agli Europei del 1984 e del 1992, ma erano contesti completamente diversi con appena 16 nazionali ammesse a Svezia ’58, addirittura solo 8 (7 più il paese ospitante) sia a Francia ’84 che a Svezia ’92. Nulla a che vedere con la situazione attuale e con un’Italia incapace di superare allo spareggio un avversario abbordabile come la Svezia che in due partite ha messo insieme mezzo tiro in porta, incredibilmente sufficiente per passare il turno.

Voltafaccia

Ventura è solo, veramente solo, con l’Italia che ne chiede a gran voce le dimissioni e con una carriera ora giunta davvero al capolinea, perché dopo una macchia simile nessuna società si prenderà il rischio di assumere l’allenatore che non ha portato la Nazionale ai mondiali, nessuno almeno in Italia. Gli unici amici, Ventura sembra averli conservati a Pisa dove tanti tifosi toscani hanno riempito la pagina Facebook del club nerazzurro con messaggi di affetto e solidarietà nei confronti del tecnico che sfiorò col Pisa la promozione in serie A nel 2008. Per il resto, invece, Ventura sembra essere stato completamente abbandonato anche da chi in passato ne aveva tessuto le lodi; è il caso di Urbano Cairo, presidente del Torino che per 5 anni ha lavorato con l’allenatore ligure togliendosi diverse soddisfazioni come il ritorno alla vittoria nel derby contro la Juve dopo 20 anni di attesa, o come l’accesso in Europa dei granata, anch’esso mancante più o meno dallo stesso tempo. «Più che un protagonista, Ventura sembrava un ospite», ha detto Cairo a proposito del periodo in Nazionale del suo ex allenatore. E poi ancora: «Come si fa a fare lanci lunghi contro avversari alti 2 metri?», stoccata tattica nei confronti dello sfiduciato tecnico, ormai ad un passo dal linciaggio mediatico e sociale.  

Accuse

Non tenero nemmeno Arrigo Sacchi, anche lui osteggiato ai tempi in cui faceva il commissario tecnico della Nazionale: «Ventura ha confermato il suo livello, il livello di una carriera buona ma non eccelsa», ha detto senza mezzi termini l’ex tecnico di Fusignano. Dulcis in fundo, ecco la stilettata di Rolando Bianchi, ex centravanti e capitano del Torino guidato in serie B e in serie A da Giampiero Ventura: «Ha confermato ciò che pensavo - ha sibilato l’attaccante - Ventura vale zero». Infine, non poteva mancare il commento di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che quando c’è da bacchettare (pure se nessuno glielo ha chiesto e pur non conoscendo la situazione) non si tira mai indietro: «Indecente! Del resto da me a Napoli, Ventura durò tre mesi e poi lo cacciai via». Il patron partenopeo fa riferimento ai pochi mesi in cui l’ormai ex commissario tecnico aveva guidato il Napoli allora in serie C, prima di essere sostituito da Edy Reja. Oggi Ventura si toglierà per sempre la tuta della Nazionale, poi si guarderà intorno cercando di capire cosa potrà accadere, ma già nelle ultime 48 ore, il tecnico ha capito che la sua corsa non prevede alleati.