31 ottobre 2020
Aggiornato 17:30
Formula 1

Gli errori Ferrari li paga Arrivabene: licenziamento in vista?

La serie nera che è costata il titolo mondiale ha lasciato il segno a Maranello, e c'è già chi parla di sostituire il team principal con l'attuale direttore tecnico Mattia Binotto

Il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene
Il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene Ferrari

AUSTIN – La stagione della Ferrari, cominciata nel migliore dei modi, ha purtroppo preso una piega disastrosa negli ultimi mesi, tra errori, rotture e sfortune varie che hanno sostanzialmente fatto crollare ogni speranza di portare a casa il titolo mondiale. Il presidente Sergio Marchionne è il primo ad ammetterlo, pur continuando a coltivare l'illusione iridata e a spronare i suoi a dare il massimo fino a quando i giochi non saranno matematicamente chiusi. «Analizzare le ultime gare dà un po’ fastidio – ha dichiarato il numero uno del Cavallino rampante a margine del Gran Premio degli Stati Uniti, in visita nel paddock di Austin – Abbiamo avuto un'eccezionale collezione di eventi sfortunati. Il casino abbiamo cominciato a farlo da Monza. Da allora in poi abbiamo risolto poco. Però abbiamo capito in gran parte quel che è successo. La cosa importante è cercare di non ripeterlo. Ho parlato più volte sia con Maurizio (Arrivabene, ndr) che con Sebastian: i ragazzi sono impegnati a cercare di recuperare. La possibilità di vincere il campionato c’è ancora. E ci credo. Adesso bisogna dar loro il sostegno necessario per andare avanti. Non sarà facile. La probabilità di vincere è meno del 50%, ma la Ferrari non si può arrendere. Abbiamo avuto una macchina eccezionale dall’inizio della stagione, e poi abbiamo avuto un paio di disguidi che hanno causato questo ritardo. Ho parlato anche con Toto (Wolff, ndr) e alla Mercedes non si illudono: lo sanno benissimo che la Ferrari c’è».

Serve continuità
La recente serie nera ha però riaperto il processo ai vertici della Scuderia, e sul banco degli imputati è tornato per primo proprio il team principal Maurizio Arrivabene. Nuove voci messe in circolazione dalla redazione tedesca di Sky sostengono infatti che sarà proprio lui ad assumere il ruolo di capro espiatorio della crisi rossa, destinato al licenziamento e alla sostituzione con l'attuale direttore tecnico Mattia Binotto. Uno scenario che Marchionne non è pronto a sottoscrivere: «La squadra è arrivata fin qui con questo insieme di giocatori – prosegue il manager italo-canadese – Avremo fatto un po’ di cavolate, ma l’anno scorso che vi avessi detto che saremmo stati qui a combattere per il titolo mi sarei preso le parolacce. Le responsabilità si possono distribuire tra squadre e piloti. Sebastian sa di aver fatto delle cavolate, e ne ha fatte anche la Scuderia. Se avessimo evitato gli sbagli, non saremmo qui a parlare di questo. Ma per buona parte della stagione siamo stati l’alternativa credibile alla Mercedes. È il riconoscimento che la squadra ha funzionato. Cerchiamo di non andare adesso a rompere le scatole parlando di cambiamenti. Abbiamo creato stabilità coi rinnovi sia di Kimi che di Sebastian, non voglio parlare di altro. La stabilità è essenziale. Se arriveremo ad Abu Dhabi ancora in corsa sarà molto buono».

Rilancio
Il presidente, insomma, preferisce guardare il lato positivo della situazione, mettendo l'accento sulle lezioni apprese, che si riveleranno utili già nel prossimo Mondiale: «In passato arrivavamo sempre a metà stagione cominciando già a lavorare sulla macchina dell’anno successivo. Adesso è ovvio che la macchina per il 2018 è importante, ma stavolta è importante più di tutto il 2017. A differenza degli altri anni per lo meno non ci siamo arresi per strada. Alcune cose che abbiamo risolto in corsa qui ad Austin cambiando il telaio sono cose che sono già risolte strutturalmente sulla vettura del prossimo anno. Abbiamo imparato. Nel 2018 ci saranno altri problemi, ma non saranno questi». Fedeli al vecchio detto: sbagliando s'impara.