15 novembre 2019
Aggiornato 02:00

Vettel, Raikkonen e Verstappen fanno pace: «Voltiamo pagina»

La resa dei conti, a due settimane dal pasticciaccio al via del GP di Singapore, arriva nella conferenza stampa di rito della vigilia: «Non c'è molto da dire, nessuno era felice», chiosa Sebastian. C'è tanta voglia di archiviare in fretta la pratica e di guardare avanti: «La reazione della Ferrari è positiva»

Max Verstappen, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen in conferenza stampa
Max Verstappen, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen in conferenza stampa Red Bull

SEPANG – Poche parole di circostanza. E tanta voglia di archiviare in fretta la pratica e di guardare avanti. «Non credo ci sia molto da dire – risponde Sebastian Vettel – Nessuno di noi tre era felice, ma voltiamo pagina». «Siamo andati avanti – gli fa eco il compagno di squadra Kimi Raikkonen – Questo è un altro weekend». «Era una bella opportunità, ma cerchiamo di mantenere l'ottimismo», chiosa il terzo incomodo Max Verstappen. Così i tre protagonisti involontari del pasticciaccio al via del Gran Premio di Singapore liquidano l'attesissima resa dei conti. A due settimane di distanza, con una certa dose di inevitabile malizia, proprio loro sono stati chiamati ad aprire, uno a fianco all'altro, la conferenza stampa di rito della vigilia.

Vettel suona la carica
E se le domande dei giornalisti sullo schianto erano prevedibili, probabilmente lo era altrettanto l'intenzione di scacciare più in fretta possibile quel fantasma che ancora aleggia sulla Ferrari. «Non abbiamo problemi con la macchina e io non ho commesso grossi errori – mette in chiaro Vettel – Semplicemente non abbiamo concluso una gara, in cui Lewis Hamilton ha preso molti punti. È andata così, piuttosto male per tutti noi, ma sono cose che fanno parte delle gare. Preferisco spendere le mie energie pensando al futuro». Nessun malumore, dunque, nessuna tensione strisciante a Maranello: «Con il presidente Marchionne non abbiamo parlato dopo Singapore. Non è stata una grande giornata per noi, ma c'è stata una reazione positiva e immediata nel team e in fabbrica. C'era entusiasmo, già a partire dal lunedì successivo che è stato dedicato alle famiglie. La cosa bella delle corse è che solo in pista si scopre quale obiettivo si può raggiungere». E gli obiettivi della Rossa restano ambiziosi: «Delle ultime gare non siamo contenti: a Monza è andata così, la Mercedes era molto veloce, e a Singapore non abbiamo proprio corso. Ma per tutta la stagione siamo stati forti. Se potessi scegliere preferirei sempre stare davanti, ma nel complesso il mio approccio non cambia. Mancano ancora tante gare e non voglio pensare ai punti che restano da assegnare o affidarmi ai problemi degli altri. La macchina è forte e la battaglia resta serrata. Se gli esperti dicono che le prossime piste saranno favorevoli alla Mercedes dobbiamo dimostrare che si sbagliano».

Passato promettente
A voler cercare il lato positivo, è vero che questa lunga volata mondiale inizia su un circuito medio-veloce come quello della Malesia, tecnicamente amico delle Frecce d'argento, ma in cui i due piloti del Cavallino rampante hanno entrambi dei bei ricordi. «Una delle corse più belle fu quella del 2015, la mia prima vittoria in Ferrari – sorride Seb – Anche quella del 2013 fu speciale, nonostante le polemiche». «Qui ho sempre disputato delle belle gare – conferma anche Raikkonen – E finché va così, tutto bene. A Sepang vinsi la mia prima gara in assoluto, e ricordo con piacere anche il 2008 quando vinsi con la Ferrari. Le stagioni sono fatte di alti e bassi, è sempre la stessa storia. Qui dovremmo andare bene, ma se saremo più o meno competitivi della Mercedes non si può ancora dire con precisione: prima lavoriamo e poi lo scopriremo in pista». Sperando, stavolta, di non vanificare tutto alla partenza: «Ogni partenza è diversa – sorvola Vettel – Quello che potrà accadere domenica non è facile dirlo ora...».

Verstappen e Vettel uno a fianco all'altro davanti ai giornalisti
Verstappen e Vettel uno a fianco all'altro davanti ai giornalisti (Red Bull)