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Juve, De Sciglio ko: ora Allegri inizia a pentirsi

Dopo l’infortunio subito dall’ex milanista a Barcellona, la scelta di tenere fuori Lichtsteiner, unico terzino destro di ruolo della formazione bianconera, dalla lista Champions potrebbe costare cara al tecnico della Juve. E a Torino ci si interroga sulla reale opportunità di un investimento del genere.

Il terzino azzurro Mattia De Sciglio
Il terzino azzurro Mattia De Sciglio (ANSA)

MILANO - E pensare che la sua avventura in Champions League con la maglia della Juventus era iniziata nel migliore dei modi. Pronti via nel glorioso Nou Camp e dopo cinque minuto un sinistro poderoso costringe il portiere tedesco del Barcellona Ter Stegen ad un grande intervento. Sembravano i prodromi di un match da ricordare per Mattia De Sciglio e invece il destino beffardo era ancora una volta dietro l’angolo. Nascosto sotto forma dell’ennesimo infortunio, vera caratteristica predominante della carriera ancor giovane del 25enne esterno cresciuto nel Milan. Stavolta è stata la caviglia destra a cedere, costringendo l’ex terzino rossonero ad un’uscita prematura dal campo, non prima di aver concesso una clamorosa palla gol al neo acquisto blaugrana Dembelè.

Lichtsteiner fuori lista
L’aspetto più paradossale - e probabilmente inquietante della situazione in casa Juve - è che mister Allegri, alle prese con una di quelle classiche scelte che possono segnare in maniera indelebile una stagione, ha lasciato fuori dalla lista Champions Stephan Lichtsteiner, probabilmente l’unico vero terzino destro nella rosa bianconera.
E oggi quella scelta, con De Sciglio fermo ai box per un tempo ancora da definire, potrebbe costare cara all’ex tecnico di Milan, Cagliari e Sassuolo.
Le possibilità per il tecnico bianconero a questo punto non sono poi così tante: l’utilizzo del neo acquisto Howedes, oppure di Barzagli fuori ruolo, o addirittura del centrocampista Sturaro sulla linea dei difensori, come già accaduto - con risultati nefasti - a Barcellona contro Messi e compagni.

Spesa eccessiva
Di sicuro oggi, all’indomani della pesante lezione subita dai campioni d’Italia al Nou Camp ci si interroga sulle scelte tanto dell’allenatore, che ha rivoluto a tutti i costi De Sciglio dopo averlo lanciato in serie A con la maglia del Milan nel 2012, tanto della dirigenza bianconera che ha speso 12 milioni per un calciatore in scadenza giugno 2018, per giunta troppo spesso vittima di infortuni e acciacchi di ogni genere. Tutto questo mentre al Milan ci si interroga sulla reale opportunità di spendere oltre 40 milioni per Bonucci.
Come dire, se Atene piange, Sparta non ride.