25 giugno 2019
Aggiornato 22:00
Formula 1 | Gran Premio d'Ungheria

Arrivabene perdona la furbata dell'olio Mercedes: «Nessun conflitto con Wolff»

Si arriva a Monza, nel cuore di una lotta per il Mondiale accesissima, e sull'onda della polemica tecnica di cui ha discusso tutto il paddock. Ma tra i team principal della Ferrari e delle Frecce d'argento prevale la cavalleria: «La competizione è in pista, mentre fuori ci rispettiamo»

Il team principal della Ferrari Maurizio Arrivabene nel paddock di Monza
Il team principal della Ferrari Maurizio Arrivabene nel paddock di Monza ( Ferrari )

MONZA – La furbata dell'olio Mercedes? Dimenticata. Da tutte e due le parti. «È una vicenda che è esplosa oltre ogni proporzione – frena il boss delle Frecce d'argento, Toto Wolff – L'ultima evoluzione del nostro motore l'abbiamo introdotta per migliorare le prestazioni, non per poter consumare più lubrificante». «Non c'è nessun conflitto – gli fa eco il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene – Anzi, loro adesso non potranno più sviluppare il loro propulsore, mentre noi sì. Abbiamo deciso un piano a inizio anno e lo seguiremo, introducendo un nuovo motore, più potente, al momento giusto. L'olio non c'entra».

Rapporto amichevole
Siamo a Monza, casa Ferrari; nel momento più caldo della corsa a due al Mondiale con la Mercedes; sull'onda di una polemica tecnica che ha fatto discutere tutto il paddock; e nella conferenza stampa del venerdì si presentano, fianco a fianco, i capi delle due scuderie rivali per eccellenza. Ci si aspetterebbe di veder scorrere il sangue, invece Arrivabene e Wolff chiacchierano piacevolmente tra di loro, tanto a microfoni spenti quanto accesi. Rivali sì, insomma, ma con cavalleria. «Potremmo anche prenderci a pugni nei box, se dobbiamo fare più spettacolo – scherza con il suo solito tono di voce basso e compassato il capo del Cavallino rampante – La competizione è accesa in pista, non fuori. E se io rispetto Toto come persona non ci vedo niente di male: siamo team principal, mica hooligan». «Come nel rugby, dove in campo sono mazzate ma fuori ci si fa una birra insieme – prosegue, perfettamente sulla stessa linea, l'omologo austriaco – Siamo tutti sulla stessa barca, se questo sport cresce è un bene per tutti, e non vogliamo certo rovinarlo con un'inimicizia. Anzi, prima o poi faremo outing...». E tra i giornalisti in sala scoppia una risata.

Ferrari vicina
Umorismo e correttezza: il cocktail ideale per stemperare un confronto che però, sul tracciato di Monza, non potrebbe essere più equilibrata. Sulla carta il tempio della velocità dovrebbe favorire il supermotore tedesco, ma le ultime novità introdotte sulla SF70H solo domenica scorsa a Spa hanno ridotto notevolmente il distacco della Rossa. «Certo, per essere soddisfatti avremmo dovuto vincere – riporta i piedi per terra il solito Arrivabene – Ma lo sapevamo che queste non sarebbero state gare facili per la nostra macchina: dipende dalla natura con cui è nato questo progetto. Ma questo, per noi, è il Gran Premio più importante, i tifosi ci spingono e le aspettative sono altissime. Ci presentiamo umili, ma non arrendevoli». E anche la Mercedes se n'è accorta: «La risposta della Ferrari è stata molto forte – si toglie il cappello Wolff – Sapevamo che la loro macchina era velocissima sui circuiti tortuosi, ma anche a Spa e oggi si sono rivelati molto competitivi. Ci aspettiamo che lo siano anche domani e domenica. È la storia di questa stagione: la lotta è estremamente equilibrata e i nostri piloti non dovranno sbagliare nulla se vorranno vincere domenica». Poi, una stretta di mano. Dopo la bandiera a scacchi, s'intende.

Lewis Hamilton in pista con la sua Mercedes durante le prove libere del GP d'Italia
Lewis Hamilton in pista con la sua Mercedes durante le prove libere del GP d'Italia (Mercedes)