13 novembre 2018
Aggiornato 23:30

La furbata dell'olio Mercedes potrebbe falsare il Mondiale

La Fia conferma: il quarto motore che la squadra tedesca ha anticipato a Spa non dovrà sottostare ai nuovi limiti di consumo del lubrificante. Quello della Ferrari, che esordirà solo a Monza, invece sì. Un bel vantaggio per la Freccia d'argento, ma non il massimo della correttezza
La Ferrari di Sebastian Vettel insegue la Mercedes di Lewis Hamilton a Spa
La Ferrari di Sebastian Vettel insegue la Mercedes di Lewis Hamilton a Spa (Mercedes)

ROMA – A chiarire definitivamente la posizione ufficiale sulla polemica che rischia di infiammare (come se ce ne fosse bisogno) il finale di stagione della Formula 1 ci ha pensato la Federazione internazionale dell'automobile in prima persona: «Abbiamo ricevuto diverse domande sul consumo di olio, un argomento toccato da una direttiva tecnica diramata il mese scorso – ha dichiarato un portavoce – Per essere chiari, per i motori introdotti da Monza in poi il consumo dovrà essere minore di 0,9 litri ogni 100 chilometri; per quelli introdotti fino a Spa, minore di 1,2 litri». La Fia chiarisce, e la Mercedes gongola. Già, perché questa precisazione ufficiale sancisce di fatto il successo della furbata che gli ingegneri delle Frecce d'argento si sono inventati alla vigilia del Gran Premio del Belgio.

Che fregatura
Proprio lo scorso weekend, infatti, il team tedesco ha anticipato il debutto del quarto e ultimo motore concesso dal regolamento durante l'anno. Non per ragioni di sviluppo tecnico, ma per aggirare il limite al consumo del lubrificante che i federali avevano annunciato a partire da queso weekend a Monza. Siccome la regola non è retroattiva, i propulsori introdotti fino ad oggi potranno continuare a consumare come prima. Solo quelli nuovi, invece, come il quarto che la Ferrari farà esordire nel suo GP di casa come previsto fin da inizio anno, dovranno sottostare alla tagliola. Un bel vantaggio prestazionale, insomma, di cui potrà usufruire la Stella a tre punte, a discapito della Rossa, che si ritrova invece a subire un notevole smacco. Penalizzata per essersi attenuta allo spirito del regolamento, fregata per la sua correttezza.

Mercedes non si pente
E pazienza se, alla vigilia, la Mercedes aveva assicurato alla Ferrari che non avrebbe sfruttato questa scappatoia. Gli italiani ci hanno creduto, invece i tedeschi hanno fatto retromarcia. A Stoccarda, manco a dirlo, non provano nessun rimorso di coscienza: «Siamo fieri avversari e la relazione che abbiamo è quella di sederci insieme a un tavolo se c'è un problema, e discuterlo a porte chiuse – ha spiegato il team principal Toto Wolff – Ma non ci è stato presentato. Dobiamo stare attenti a non pubblicare notizie false o ingiuste. Per ora, sono molto tranquillo al riguardo». Gli osservatori tecnici più attenti, tuttavia, hanno stimato in un decimo di secondo al giro il tempo guadagnato dai campioni del mondo in carica grazie all'ultima evoluzione del loro propulsore: «Bisogna estrarre il massimo delle prestazioni, e finora è stato particolarmente difficile, perché dovevamo trovare un equilibrio tra qualifiche e gara – frena Wolff – Abbiamo un po' penalizzato il secondo intermedio in qualifica a favore della gara. Tutti questi dettagli, questi millesimi di secondo, vanno aggiunti fino a formare una cifra, che ci è bastata per vincere a Spa. Ma non si può identificare un solo elemento che è responsabile». Anche se la furbata dell'olio, c'è da giurarci, aiuterà...