26 gennaio 2022
Aggiornato 10:00
Formula 1

Conclusa pure l'indagine su Raikkonen: perché è esplosa la sua gomma

Mentre nel caso del suo compagno di squadra Sebastian Vettel era stata una foratura lenta, sulla Ferrari gemella del finlandese è stato un detrito a provocare il danno allo pneumatico. Lo hanno chiarito le analisi della Pirelli, che hanno richiesto qualche giorno in più per il completamento

MILANO – Nel caso di Sebastian Vettel si era trattato di una foratura lenta, con l'ulteriore aggravante di aver dovuto percorrere quasi un intero giro sullo pneumatico ormai sgonfio. Ma capire che cosa abbia provocato l'esplosione, quasi contemporanea, della gomma sulla Ferrari gemella di Kimi Raikkonen si è rivelato decisamente più complicato. La Pirelli, fornitrice unica delle coperture del Mondiale di Formula 1, ha dovuto infatti ricorrere ad un'inchiesta molto approfondita, a seguito delle prime indagini che avevano rivelato una causa diversa da quella dell'analogo incidente occorso al suo compagno di squadra. «La conclusione delle analisi sul pneumatico anteriore sinistro di mescola soft montato sulla Ferrari di Kimi Raikkonen e danneggiato negli ultimi giri del recente Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone rivela una lesione in due punti dell’estremità delle cinture nella zona della spalla interna – si legge nel comunicato stampa diramato oggi dal gommista milanese – Tale danneggiamento non si riscontra in altri punti del pneumatico, né sulla circonferenza né in altre zone. Le cinture e la carcassa non presentano inoltre segni di fatica. La possibile causa iniziale della lesione è riconducibile al contatto con un corpo esterno, che ha portato al parziale distacco delle cinture dalla carcassa nelle due zone d’innesco. In corrispondenza di una di queste aree si è verificato, come logica conseguenza, anche il distacco di una parte del battistrada. Tale danneggiamento non ha compromesso la struttura, tant’è che Raikkonen ha raggiunto in sicurezza i box con il pneumatico gonfio».

La copertura non c'entra
Si è trattato di un danno provocato da un detrito, dunque, non di un cedimento della struttura della gomma: «Numerosi controlli approfonditi, tanto non distruttivi quanto distruttivi, sono stati effettuati anche sugli pneumatici dei principali protagonisti del Gran Premio di Gran Bretagna e con un chilometraggio simile o superiore a quello del set di Raikkonen (25 giri) – prosegue la nota – In nessun caso queste analisi hanno rivelato segni di fatica, distacchi o lacerazioni anche iniziali ai danni del pneumatico. In sintesi Pirelli conferma che non è emersa alcuna criticità connessa al prodotto».