13 aprile 2024
Aggiornato 12:30
Formula 1

Mercedes, niente entusiasmi. Ferrari, niente panico: «Loro più veloci, ma...»

Se nelle scorse gare le sfortune di Hamilton avevano giocato a favore di Vettel, a Silverstone la realtà è emersa in tutta la sua durezza: la Freccia d'argento è tornata la macchina da battere, specialmente in qualifica. Ma la Rossa è pronta a rilanciare: ora si va in Ungheria, una pista amica

La macchina di Sebastian Vettel ferma nel garage
La macchina di Sebastian Vettel ferma nel garage Foto: Ferrari

ROMA – Finora erano stati i guai altrui a dare una mano alla Ferrari: «Abbiamo avuto tante sfortune, con il poggiatesta che si era staccato (a Baku, ndr) e le due penalità per la sostituzione del cambio (per Lewis Hamilton in Austria e per Valtteri Bottas in Inghilterra, ndr) – ricorda il team principal della Mercedes, Toto Wolff – Penso che un po' di buona sorte, finalmente, ce la meritassimo». Ma, a Silverstone, la Rossa è stata messa purtroppo di fronte alla dura realtà: la Freccia d'argento è tornata la macchina da battere. E dare la colpa alle gomme esplose sul finale non è sufficiente: «Probabilmente è vero, nelle ultime gare loro sono stati più forti – confessa Sebastian Vettel – Penso che la vera differenza la facciano in qualifica, con quel manettino che aumenta la potenza del motore. Così guadagnano tra i tre e i sei decimi su di noi in rettilineo: a Baku sono stati sette decimi, in Austria mezzo secondo. E, se ti ritrovi con le due macchine davanti a tutti alla prima curva del primo giro, puoi impostare la gara in modo diverso. Noi non ci riusciamo ancora: ci stiamo lavorando ma non possiamo farlo in una notte. Loro sono molto veloci, hanno un paio di vantaggi che stiamo cercando di recuperare e poi il quadro potrebbe cambiare». Eppure, nemmeno l'ultimo aggiornamento del propulsore che ha debuttato proprio in Gran Bretagna è servito a ribaltare i rapporti di forza.

Realismo e grinta
I risultati, del resto, sono spietati, e parlano chiaro. L'ultima vittoria di Vettel risale al Gran Premio di Montecarlo, mentre nelle ultime quattro gare (tre delle quali vinte dalla Mercedes) il ferrarista è riuscito a salire sul podio una sola volta. E se in Canada, in Azerbaigian e in Austria, grazie ai già citati colpi di sfortuna del suo diretto rivale Lewis Hamilton, era riuscito comunque ad incrementare il suo vantaggio in classifica, a Silverstone lo ha visto sfumare quasi tutto in un colpo solo: ora gli resta una sola lunghezza di margine. L'inerzia, insomma, sembra tutta a favore della casa di Stoccarda. Che però, senza perdere il proverbiale pragmatismo tutto teutonico, si guarda bene dal farsi trascinare da facili entusiasmi: «Nel momento in cui sei convinto di essere davanti, alla gara successiva ti pigli uno schiaffo in faccia – fa presente Wolff – La situazione non è semplice, perché trovare la messa a punto ideale sulla nostra macchina è complicato, anche se ultimamente stiamo diventando sempre più bravi a farlo». «Finora loro hanno avuto il pacchetto più forte, per questo hanno ancora un punto di vantaggio – ammette Hamilton – Loro hanno trovato il limite fin da subito, con una macchina che funziona va forte ogni pista. Ma nelle ultime due o tre gare abbiamo lavorato molto e fatto dei passi avanti. E qui in Inghilterra per la prima volta il nostro passo gara è stato molto migliore del loro, e questo è molto positivo». Se in Mercedes mantengono i piedi ben piantati a terra, in Ferrari vogliono evitare che sia il morale a finire sotto le scarpe. «Non c'è motivo di farci prendere dal panico – avverte Vettel – Questa gara non è stata positiva per noi, punto. Non abbiamo raccolto il risultato che volevamo o che probabilmente ci meritavamo, ma lo accettiamo e guardiamo avanti. Quando vinci tutto sembra roseo, quando perdi la gente parla di enorme delusione o di disastro. Io non sono qui per perdere: non mi piace, lo odio. Perciò voglio assicurarmi di evitarlo la prossima volta».

Caratteristiche diverse
La prossima volta sarà in Ungheria, il Gran Premio che segna il giro di boa di questo lunghissimo Mondiale. E mentre Silverstone, con le sue curve guidate e velocissime, sembrava disegnata apposta per la monoposto argentata, all'Hungaroring, circuito lento e tortuoso, dovrebbe invece trovarsi molto più a suo agio la SF70H. «I nostri due team hanno punti di forza diversi in termini di prestazioni – conferma Hamilton – Alcune volte loro hanno un piccolo margine su di noi, altre no, dipende dalla pista». «Voglio vedere come si comporterà la nostra macchina – resta cauto Wolff – Con basse velocità e alte temperature riuscirò ad avere un quadro più completo». E Sebastian Vettel sa bene che, già tra due settimane, si troverà di fronte un'occasione di riscatto da non lasciarsi sfuggire: «La macchina è grandiosa, anche oggi in gara è stata fantastica – chiosa – Oggi non è stata una grande giornata, ma vedremo cosa accadrà in Ungheria, su un tracciato diverso». Non tutto è perduto: questa è l'unica certezza.