26 settembre 2022
Aggiornato 21:30
Formula 1 | Il caso

A Vettel arriva il più bel regalo di compleanno: Todt lo grazia per la ruotata

Proprio nel giorno in cui compie 30 anni, Seb esce indenne dall'incontro con il presidente della Federazione a Parigi, dove è finito alla sbarra per il fallo di reazione di Baku. Gli è bastato assumersi la colpa e promettere di non ripeterlo più per farla franca e restare in corsa per il Mondiale

PARIGI – Il prezzo da pagare è stato quello di trascorrere il giorno del suo trentesimo compleanno con Jean Todt a Parigi, invece che con i suoi cari a Heppenheim. Ma, tutto sommato, si può dire che ne sia valsa la pena, perché in serata Sebastian Vettel ha ricevuto il regalo più bello che potesse aspettarsi. Poche parole, nel comunicato ufficiale che la Federazione internazionale dell'automobile ha diramato alla fine dell'incontro programmato per oggi tra il presidente e il pilota sotto accusa. Poche parole, ma che potrebbero valere un Mondiale: «La Fia ha deciso di non infliggere ulteriori punizioni a Vettel». E il caso è chiuso.

Incontro chiarificatore
Il ferrarista, dunque, la fa franca, o quasi: restano i dieci secondi di penalità già inflitti a Baku, che lo hanno privato di una probabile vittoria; e restano i nove punti complessivi tolti dalla patente sportiva, che in caso di ulteriori colpi di testa in Austria potrebbero, quelli sì, costargli una gara di sospensione. Ma, per ora, il campione tedesco se l'è cavata con una semplice lavata di capo, e tanta paura. Perché è vero che il numero uno federale Todt, in virtù dei suoi trascorsi a Maranello, poteva essere ritenuto sulla carta clemente nei confronti della Rossa. Ma è altrettanto vero che il suo mandato presidenziale è stato improntato tutto nell'ottica della sicurezza stradale, e non poteva certo permettersi che un testimonial così in vista come Vettel buttasse tutto all'aria rifilando una sportellata a un suo rivale in mondovisione, come se fosse un automobilista coatto qualunque in autostrada.

Bastano le scuse
Non a caso, era stato proprio lui in persona a imporre che la vicenda non si chiudesse a tarallucci e vino con la decisione dei commissari in Azerbaigian. Ha voluto incontrare di persona il pilota, accompagnato dal team principal Maurizio Arrivabene, e ha preteso le sue scuse, l'ammissione della totale responsabilità dell'accaduto e anche la promessa di dedicare del tempo all'educazione dei giovani talenti. «Alla luce di questi sviluppi, il presidente Jean Todt ha deciso che in questa occasione la vicenda sarà chiusa – prosegue la nota – Ciononostante, sulla base della gravità dell'offesa e delle potenziali conseguenze negative, Todt ha chiarito che questo comportamento non si dovrà ripetere, altrimenti della questione verrà subito investito il tribunale internazionale della Fia». Giusto così, in fondo: non sarebbe stato sportivo decidere un campionato del mondo nelle aule di giustizia sportiva. Ma Seb, proprio nel giorno in cui raggiunge la maturità dei trent'anni, porta a casa anche una lezione preziosa: la prossima volta, conta fino a dieci prima di reagire.