7 dicembre 2019
Aggiornato 06:30

Valentino Rossi da 10. Come le vittorie ad Assen e... i Mondiali?

Anche stavolta, nel momento più buio da quando è tornato alla Yamaha nel 2013, il Dottore è risorto. Conquistando con una gara eroica il suo decimo successo nel circuito più tecnico del calendario. E adesso farà cifra tonda anche di titoli? «Il campionato non è mai stato così aperto»

ASSEN – Più che un essere umano, sembra un eroe virtuale, il protagonista di un videogame, Valentino Rossi. Tutte le volte in cui sembra finito, bollito, morto, ecco che tira fuori una nuova vita. E risorge dalle sue stesse ceneri, come l'araba fenice della mitologia. È accaduto anche in questa occasione. In Olanda si presentava da ultimo dei big nella corsa al titolo, battuto dal suo compagno di squadra dall'inizio della stagione, lontano dal podio ormai da quattro gare e dal gradino più alto da un anno esatto. Ed è proprio questo momento, il più buio dal 2013, l'anno del suo ritorno alla Yamaha, che il fenomeno di Tavullia ha scelto per sfoderare dal cilindro l'ennesimo coniglio. «È stata un grande gara, dall'inizio alla fine – racconta il numero 46 – Alla partenza non ero così convinto della scelta della gomma dura posteriore, perché faceva molto freddo. Poi, quando ho iniziato a pensare che la vittoria era possibile, perché ero davanti e riuscivo a tenere un buon passo, è arrivata la pioggia e ho dovuto ricominciare da zero un'altra volta. Mi sono ritrovato a lottare con Danilo Petrucci, che in queste situazioni è sempre forte. E quando sei davanti fai molta più fatica: basta un po' più d'acqua in una curva per buttar via un'intera gara. Alla fine la pioggia è diminuita un po' d'intensità e ho iniziato a spingere di più. Gli ultimi giri sono stati fantastici».

Il Dottore a braccia alzate dopo aver tagliato vincitore il traguardo in Olanda
Il Dottore a braccia alzate dopo aver tagliato vincitore il traguardo in Olanda (Michelin)

Rieccolo
Una gara da 10 in pagella, insomma. Dieci come le tesi di laurea che il Dottore ha discusso nell'università del motociclismo di Assen. «Questo posto è sempre speciale, specialmente oggi che ho così tante persone intorno a me, su una delle mie piste preferite – prosegue Vale – Sono contento per molte ragioni: aver vinto qui per la decima volta come a Barcellona, ma soprattutto per essere tornato alla vittoria. Corro e lavoro per tutto l'anno solo per questa sensazione ed è grandioso provarla di nuovo dopo un anno». Ma c'è un'altra decima, oltre alle vittorie nel circuito più tecnico del calendario, che Rossi insegue ormai da tempo: la cifra tonda dei Mondiali. E se fino a poche ore fa il suo sembrava solo l'ennesimo sogno destinato a infrangersi contro la dura realtà, ora la storia è cambiata radicalmente: con il ritiro di Vinales, infatti, il suo vicino di box si è avvicinato a soli sette punti dalla vetta della classifica. «Questo successo è importante perché ho recuperato molti punti in campionato, che ora è molto aperto», ammette il nove volte iridato. Specialmente adesso che, con il nuovo telaio tanto sospirato e finalmente concessogli dalla Yamaha, Rossi è tornato competitivo come ai bei tempi: «Mi sento meglio con questa moto, ho recuperato molto feeling e questa è la cosa più importante, perché posso guidare di nuovo a modo mio. La certezza ce l'avremo tra una settimana, al Sachsenring: un'altra pista grandiosa ma molto diversa da Assen, dove in passato ho disputato molte grandi corse. Vedremo, spero di essere competitivo anche lì. Sarebbe importante, perché abbiamo scoperto che, in questa stagione, da una settimana all'altra può cambiare tutto. Ma prima di pensare alla prossima settimana voglio assaporarmi fino in fondo quella sensazione fantastica che senti per cinque o sei ore dopo la vittoria». Bentornato, Valentino Rossi.