26 ottobre 2021
Aggiornato 02:00
Un campione geloso della sua privacy

Vettel dice no ai selfie con i tifosi: «Meglio una stretta di mano»

Al contrario del suo grande rivale Lewis Hamilton, Sebastian non è certo un tipo social: «Non capisco perché bisogna sempre raccontare a tutti quanti cosa stai facendo, dove sei, con chi sei». Tanto che, piuttosto che farsi fotografare con i suoi fan, preferisce chiacchierare con loro

Sebastian Vettel
Sebastian Vettel Ferrari

ROMA – Il loro non è solo un duello in pista per il titolo mondiale, ma un vero e proprio scontro tra due caratteri e due stili di vita che non potrebbero essere più diversi. Da un lato Lewis Hamilton, perfetto interprete dei nostri tempi, che ama ostentare sui social network ogni sua mossa: dal suo look sempre esagerato alle sue appariscenti fidanzate, dalle sue comparsate sui tappeti rossi di ogni party esclusivo fino ai suoi bulldog che entrano nel paddock con tanto di pass, come se fossero dei veri addetti ai lavori. Dall'altro lato Sebastian Vettel, riservato, incline al basso profilo, geloso della sua privacy (tanto che non si ricorda quasi nessuna immagine che lo ritragga con la moglie o i figli), e soprattutto irreperibile sia su Facebook che su Instagram che su Twitter. Ha solo 29 anni di età, infatti, ma il ferrarista tedesco non si può certo definire un amante della tecnologia e, soprattutto, dei suoi eccessi: «Non capisco questo concetto per cui bisogna sempre raccontare a tutti quanti cosa stai facendo, dove sei, con chi sei – ha spiegato ai microfoni del canale televisivo tedesco Rtl – Semplicemente non ho questa necessità, ma allo stesso tempo non critico la gente che parla in continuazione di se stessa. Credo di essere cresciuto in una generazione piuttosto timida di fronte all'idea di farsi fotografare o di mettersi in mostra».

Vecchia maniera
E figuriamoci se la crescente moda dei selfie poteva contagiare il buon Seb. Quando un tifoso gli si avvicina chiedendogli di scattarne uno, lui risponde sempre di no, e non per mancanza di disponibilità: «La gente viene e mi chiede: 'Possiamo farci una foto' e subito dopo se ne va di nuovo via. A volte chiedo che cosa ci faranno con quell'immagine e spesso mi rispondono: 'Non ne ho idea'. L'altro giorno uno mi ha detto che aveva bisogno della foto per dimostrare ai suoi amici di avermi veramente incontrato. Io gli ho ribattuto: 'Se non ti credono sulla parola, allora non sei un amico affidabile!'. Devo ammettere che mi arricchisce molto di più stringere la mano a qualcuno e poi condividere con lui le esperienze». Piuttosto che un'immagine condivisa su Internet, dunque, meglio qualche minuto di sana chiacchierata per conoscersi davvero. Rigorosamente offline, s'intende.