Calcio

Per il Milan Donnarumma resta incedibile. Ma a chi giova?

Dopo il rifiuto di prolungare il contratto coi rossoneri, il portiere non sarà ceduto da una società che preferisce farlo arrivare alla scadenza naturale dell’accordo senza prendere in considerazione altre offerte. Giusto così?

Gianluigi Donnarumma, 18 anni: quale futuro per lui?
Gianluigi Donnarumma, 18 anni: quale futuro per lui? (ANSA)

MILANO - La ferita legata al rifiuto di Gianluigi Donnarumma è ancora fresca nei cuori dei tifosi milanisti, soprattutto di quelli troppo romantici, ancora convinti che il calcio odori di grasso di foca e che il pallone sia bianco e nero ad esagoni. Il pallone, purtroppo o per fortuna, è cambiato, così come le maglie e gli atleti che le indossano; senza ritornare su stucchevoli discorsi relativi ai calciatori bandiera, agli stemmi baciati, alle promesse fatte e non mantenute, senza tirare in ballo gli avidi procuratori, abili a creare screzi con le società per spostare meglio i loro assistiti e raggranellare più danaro possibile, il Milan è ora ad un bivio, perché, come ribadito da Fassone, il Milan va avanti e c’è una stagione da programmare, un campionato da giocare ed una Coppa Uefa da vivere come protagonisti dopo tre anni di nulla europeo.

Braccio di ferro o via libera?

Cui prodest? Dicevano i latini, vale a dire: a chi giova? La decisione del Milan di dichiarare Donnarumma incedibile nonostante il mancato rinnovo di contratto e la certezza di perdere il ragazzo a parametro zero fra un anno e dieci giorni, fa sorgere spontanea la domanda. A cosa serve e a chi è utile ricavare zero dalla partenza di Donnarumma, anziché monetizzare il più possibile ora, portando a casa 20, 30, forse anche 40 milioni di euro, spiccioli, vero, ma pur sempre una plusvalenza considerando che il portiere è nato e cresciuto nel Milan? Presidenza e dirigenza rossonera ne fanno un discorso di principio: non vogliono cedere a ricatti, né di Donnarumma né del suo agente Raiola, magari lasciando il diciottenne ad ammuffire in tribuna o a sudare in Primavera per tutta la stagione, perdendo un anno di attività e forse anche la convocazione ai prossimi mondiali, anche il direttore sportivo Mirabelli ha escluso tale macabra ipotesi. Il Milan spera che in questo modo il mondo del calcio capisca che questa società è solida, compatta e che pur presentandosi ai suoi tifosi con l’addio dell’unico fenomeno ancora in organico, è in grado di tener testa alle bizze di calciatori ed agenti. Una mossa rispettabile e piena di orgoglio, ma forse poco utile alle casse rossonere e a quel progetto che vuole riportare il Milan in alto, con o senza Donnarumma si può fare ugualmente, ma con 30, 40 milioni anziché zero, sarebbe anche più facile. Tornare a vincere grazie anche ai soldi presi dalla cessione di quel figlio un po’ ingrato, potrebbe essere un domani lo smacco migliore nei confronti di chi oggi ha detto ‘no grazie’.