18 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
La pattuglia tricolore può fare risultato in casa

Non solo Valentino Rossi: anche gli altri piloti italiani pronti all'impresa a domicilio

Andrea Dovizioso è in prima fila nel miglior weekend dell'anno. Michele Pirro la sfiora, se non fosse per una questione di millesimi: una piccola sbavatura all'ultima curva. Danilo Petrucci centra il secondo tempo, poi viene retrocesso. L'unico sconsolato è Andrea Iannone...

SCARPERIA – Non c'è solo Valentino Rossi, anzi. La nutrita pattuglia tricolore in MotoGP ha tutta (o quasi) le carte in regola per far bene. A partire da Andrea Dovizioso, che ha riportato la sua Ducati in prima fila, con il terzo tempo, su una pista che sembra adattarglisi come un guanto. «Con i passi in avanti che abbiamo fatto nelle ultime prove libere ora il passo c'è, è simile a quello delle Yamaha – spiega il forlivese – La velocità in fondo al dritto è una delle carte che posso giocarmi. Un feeling così buono non ce l'avevo dal primo Gran Premio in Qatar e questo è senza dubbio il nostro weekend migliore della stagione, finora. Non so se basterà a vincere, ma ho la chance per restare con i primi alla partenza. E poi vedremo».

Pirro vicinissimo
Del resto il suo collaudatore, nonché wild card per il suo appuntamento di casa, Michele Pirro, non è stato da meno. In griglia di partenza si schiererà sulla quarta piazza, ma è giunto ad appena 43 millesimi dalla moto gemella di Desmodovi, e a 64 da Valentino Rossi. Un niente: «Non disputavo un Gran Premio da settembre, e dopo tutti questi mesi non è facile ritrovarsi a spingere al massimo come oggi – sorride – Ma perdere la prima fila per pochi millesimi un po' mi ha deluso: come mi capita sempre in questi giorni, ho sbagliato alla Bucine e quell'errore mi è costato il secondo posto. Per la velocità mi do 8, ma per lo sbaglio all'ultima curva 4». Eppure, autocritica a parte, il 30enne di San Giovanni Rotondo, solitamente confinato alle lunghe e noiose sessioni di test, ha dimostrato una volta di più di non essere da meno di molti suoi colleghi che hanno un sellino da titolari: «Nonostante l'età, sono stato veloce fin dal primo giro di ieri. Il podio? Sognare non costa nulla...».

Michele Pirro in sella alla Desmosedici GP17 al sabato
Michele Pirro in sella alla Desmosedici GP17 al sabato (Agenzia Bonora/Diario Motori)

Petrucci penalizzato
E ci ha provato anche Danilo Petrucci, ad ingrossare le file delle Ducati nelle prime posizioni: il ternano del team satellite Pramac aveva infatti staccato il secondo tempo, ma la direzione gara glielo ha cancellato per aver superato i limiti della pista. «Era un buon giro – racconta il ternano – Sono uscito dalla curva 5 sul cordolo pieno, non oltre. Ma poi ho continuato e alla fine ho trovato quel triangolo di cemento verde che collega il cordolo al circuito e ci sono passato sopra. Pensavo che si potesse fare, anche perché non ho guadagnato tempo, anzi. Ma i commissari hanno interpretato il regolamento alla lettera: quella parte è fuori dalla linea bianca che delimita il tracciato». Quindi Petrux è stato arretrato in nona piazza: «Peccato, perché non ero mai partito in prima fila, e per di più in Italia... Ma ho un buon passo e sono comunque ottimista per domani: per me un bel risultato sarebbe finire tra i primi cinque, non penso di essere da podio, sulla carta, ma niente è impossibile».

Danilo Petrucci sulla Rossa satellite del team Pramac nel weekend del GP d'Italia
Danilo Petrucci sulla Rossa satellite del team Pramac nel weekend del GP d'Italia (Agenzia Bonora/Diario Motori)

Iannone deluso
L'altra faccia del gruppone dei nostri è invece quella sconsolata di Andrea Iannone, appena sedicesimo. E stavolta non c'entra il virus che lo aveva colpito nei giorni scorsi, ma solo la sua Suzuki: «Sì, ieri ho passato la serata in ospedale, dove mi hanno fatto quattro flebo per questa infezione intestinale che mi ha debilitato – commenta il Maniaco – Le analisi del sangue hanno evidenziato dei valori bassissimi, non ho forza e resistenza, ma ho molto meno mal di pancia. Il problema, comunque, non è questo: non siamo veloci e basta, niente scuse. Per me queste giornate difficili sono diventate quasi uno standard: non mi arrendo, provo a fare di tutto per andare veloce, ma non ci riesco. Mi dispiace, ma i risultati sono questi».

Una vista ravvicinata di Andrea Iannone sulla Suzuki con il casco dedicato a Nicky Hayden
Una vista ravvicinata di Andrea Iannone sulla Suzuki con il casco dedicato a Nicky Hayden (Agenzia Bonora/Diario Motori)