13 agosto 2020
Aggiornato 07:30
Intervista esclusiva per il Diario Motori

Sete Gibernau, l'ex rivale di Valentino Rossi oggi lo batte... dai box

Quindici anni fa sfidava il Dottore in pista. Oggi segue Dani Pedrosa: «Non come coach, ma come amico». E domenica, a Jerez, questa strana coppia è riuscita a battere la Yamaha: «Una vittoria importante, mi ha commosso. Il Mondiale è ancora lungo, ma Dani è fortissimo»

Sete Gibernau con Dani Pedrosa sulla griglia di partenza
Sete Gibernau con Dani Pedrosa sulla griglia di partenza Michelin

JEREZ DE LA FRONTERA – Quando noi del Diario Motori gli facciamo notare che il suo storico rivale Valentino Rossi corre ancora, mentre lui è costretto a guardarlo dal box, possiamo giurare che per un fugace attimo, sul volto di Sete Gibernau si dipinge una smorfia d'imbarazzo. Ma, subito dopo, si scioglie nel suo solito sorriso: «Sono felice, almeno non rischio più di cadere...», risponde. Il 44enne ex pilota sta vivendo una seconda vita agonistica. Otto anni dopo il suo definitivo ritiro dalle corse, è tornato a calcare le piste del Motomondiale. Stavolta, come consigliere di Dani Pedrosa: un ruolo che oggi è molto di moda, lo stesso che Luca Cadalora ricopre per il Dottore. «Di sicuro non sono un coach, sono suo amico – spiega – E imparo da lui tanto quanto lui impara da me. Ma ha dovuto insistere molto prima che accettassi. A casa ho tanti impegni e Dani lo sa, abbiamo trovato un compromesso. La ragazza che amo mi ucciderà: le dissi che sarei andato a qualche test e ormai è già la quarta gara a cui vengo...». Ne è valsa la pena, però. Perché nel Gran Premio di Spagna, questa strana coppia (impassibile e compassato Dani, estroverso e brillante Sete) ha portato a casa un inaspettato successo. E Gibernau ha scoperto che vincere dal box può essere altrettanto appagante quanto farlo in sella alla moto: «È stato molto importante, anche per me. Per tutto il weekend abbiamo lavorato insieme, fatto programmi, cercato di prevedere ogni scenario possibile. Ma è merito suo, è lui l'attore che ha interpretato il mio copione. Questa vittoria mi ha ricordato la mia qui nel 2004, una delle mie gare più belle. E mi sono commosso per lui, è stato bello lasciar andare le mie emozioni».

Te lo aspettavi?
Non sono sorpreso della sua vittoria. Ho iniziato a lavorare con lui molte stagioni fa, si allena nella pista privata che ho a casa mia e negli ultimi quattro anni l'ho visto concentrarsi molto sulla sua tecnica. E so quello che è capace di fare. Il miglior Dani deve ancora arrivare.

In cosa l'hai visto crescere in questi anni?
Si vince prima di tutto nella testa, poi in pista. Il vero passo in avanti lo compi quando capisci che la vittoria non ti porta sempre felicità, ma che la felicità può portarti alla vittoria. Oggi, quando guardo Dani, vedo un ragazzo molto positivo. Lui, secondo me, è talentuoso almeno quanto qualsiasi altro pilota sulla griglia oggi. E ancor più esperto, perché ha affrontato non solo la vittoria, ma anche la sconfitta. Perdere, invece di essere un segno di debolezza, può trasformarti in un pilota fortissimo. Io ne so qualcosa, visto che ci sono passato molti anni fa. La vita ti porta via tante cose, ma te ne regala una: l'esperienza.

Pedrosa taglia il traguardo per primo a Jerez
Pedrosa taglia il traguardo per primo a Jerez (Michelin)

Ora Pedrosa è a soli dieci punti dalla testa del Mondiale. Può davvero vincere questo campionato?
La gente dice che Dani si merita un titolo. Ma se non lo ha vinto finora, è perché non se lo è meritato. Deve ancora fare un pezzo di strada. Ora che lo ha capito, si è reso conto anche che deve cambiare qualcosa nel suo approccio, per migliorare. Ci sono tanti aspetti su cui stiamo lavorando, ma per ora vorrei tenerli tra me e lui.

Sei molto filosofico.
La vita è molto filosofica.

Anche la Honda sembra cresciuta, tanto quanto Dani.
Non è finita. Ci saranno momenti difficili, il campionato è ancora lunghissimo. Pensate a qualche gara fa, quando la gente credeva che la Honda fosse destinata a perdere e la Yamaha a trionfare.

Tu stesso l'hai potuta provare questa moto, qui a Jerez, qualche mese fa. Com'è andata?
La sensazione è stata ottima, la Honda mi ha fatto un grande regalo e ho avuto l'occasione di capire meglio alcune cose. Ho la fortuna di avere una pista in casa, quindi giro molto in moto, e quando sono salito sulla Rcv è stato come se fosse passato un giorno dall'ultima volta. Mi sono divertito: forse troppo, perché mi è venuta voglia di tornare a correre...