26 ottobre 2020
Aggiornato 14:30
Il team tedesco costretto in seconda fila a Sochi

Contro questa Ferrari il bottone magico non basta più: Mercedes nel panico

Lewis Hamilton: «Dobbiamo studiare per capire il perché». Valtteri Bottas: «È stata una sorpresa, per me e per il team». Le Frecce d'argento non si aspettavano proprio di finire dietro alle Rosse perfino sul loro campo, le qualifiche

Lewis Hamilton nel suo box
Lewis Hamilton nel suo box Mercedes

SOCHI – Un pugile suonato. Lewis Hamilton ha accusato il colpo, anzi, l'autentica batosta che la Ferrari gli ha rifilato nelle qualifiche del Gran Premio di Russia. E appare confuso, incredulo, incapace di spiegarsene il motivo: «Oggi semplicemente non sono stato abbastanza veloce – ammette il tre volte iridato – Dobbiamo tornare al tavolo da disegno e capire il perché. Peccato solo che oggi non ho potuto dare il massimo, normalmente vado molto più forte di così. Devo scoprirne il motivo e vedere cosa posso fare». L'unica, vera certezza per la Mercedes finora era quella di essere più veloce sul giro secco, grazie al suo misterioso bottone magico. Ma la competitività che fin da ieri la Rossa ha messo in mostra sul circuito di Sochi, che per giunta sulla carta ci si aspettava favorevole alle Frecce d'argento, ha fatto saltare improvvisamente tutti i riferimenti. Sia a livello tecnico, visto che gli ingegneri tedeschi non sembrano ancora riusciti a capire come gestire le gomme ultrasoft (le più morbide della gamma), che a livello psicologico: e infatti oggi Hamilton, nel momento della verità, ha guidato in modo falloso, impreciso, commettendo troppi errori, figli evidentemente della pressione che sentiva sulle spalle. Risultato: oltre mezzo secondo di distacco dalla vetta. Un'eternità. «È stata tutta colpa del terzo settore – spiega il pilota anglo-caraibico – Lì perdo mezzo secondo e questo significa che c'è ancora del lavoro da fare. Lì ho commesso tutti gli errori, facevo davvero molta fatica, a portare in temperatura le gomme, a massimizzare il loro potenziale e a sfruttarle al meglio. Questo era il nostro problema fin da ieri: abbiamo applicato delle modifiche che hanno funzionato, ma forse fin troppo». E se Lewis è stato battuto persino sul suo terreno, persino in Russia, persino in qualifica, per lui sarà ancor più difficile ribaltare la situazione domani in gara, scattando dalla quarta piazzola sulla griglia di partenza: «La Ferrari è stata la più veloce oggi, e in generale lo è in configurazione di gara, perciò sarà interessante vedere a che livello saremo domani. Tutto è ancora in gioco, mi aspetto una gara vera. Ovviamente il mio obiettivo è cercare di migliorare, perché anche la mia simulazione di corsa ieri non è stata particolarmente efficace, quindi spero di recuperare. La strategia sarà molto semplice, a una sola sosta, perciò non sono particolarmente fiducioso di poter superare ai box. In compenso proverò più che posso a farlo in pista».

Bottas sfiora la Ferrari
Meglio di lui è riuscito a fare (ed è la seconda volta consecutiva che gli capita, in qualifica) addirittura l'ultimo arrivato in squadra, Valtteri Bottas. Il finlandese è arrivato vicinissimo alla prima fila, che gli è sfuggita per appena mezzo decimo: eppure questo distacco così limitato non basta a ridurre l'amarezza della sconfitta. «È stata una sorpresa, per me personalmente e per tutto il team – confessa – Alla vigilia del weekend probabilmente pensavamo che sarebbe andata meglio che in Bahrein, invece finora si è rivelato molto peggio. La Ferrari sembra riuscire a fare qualcosa di diverso. Domani sarà una storia diversa, difficile da prevedere, ma sarà combattuta». Per la prima volta nella sua storia recente, insomma, i campioni del mondo in carica si troveranno nell'insolita posizione di inseguitori: «Beh, si vede chiaramente dal risultato che la Ferrari ora era la più veloce – conferma Bottas – Alla fine ci sono arrivato vicino, ma non abbastanza. Ad essere onesto, loro hanno avuto il vantaggio per tutto il weekend e sono riusciti a tirare fuori il massimo specialmente dalla gomma ultrasoft, quella con cui noi facevamo davvero fatica ieri. Oggi abbiamo fatto qualche miglioramento, ma ovviamente non abbastanza. Tutto il team si è sforzato molto per avvicinarci e siamo in seconda fila, che su questa pista non è necessariamente un dramma. Dalla partenza alla prima curva c'è un rettilineo piuttosto lungo che ci potrebbe permettere di superare. E da quanto abbiamo visto nelle prime tre gare, abbiamo un buon passo gara e penso che sarà lo stesso anche domani. Come sempre, è la domenica il giorno che conta davvero».