26 ottobre 2020
Aggiornato 14:00
In Russia sarà una gara in salita, ma non impossibile

La Ferrari affronta il Gran Premio più difficile con due armi vincenti

Quella di Sochi, sulla carta, è la pista più ostica che la Rossa abbia incontrato finora in questo inizio di Mondiale di Formula 1. Ma non tutto è perduto: Sebastian Vettel e i suoi possono infatti puntare sulla partenza e sulla strategia

Uno dei pit stop di Sebastian Vettel sulla strada della sua vittoria in Bahrein
Uno dei pit stop di Sebastian Vettel sulla strada della sua vittoria in Bahrein Ferrari

SOCHI – Sempre più difficile. Il Mondiale 2017, per la Ferrari, somiglia tanto ad una corsa ad ostacoli, dove però ogni volta bisogna saltarne uno superiore al precedente. I primi tre li ha superati brillantemente, compreso quello cinese in cui Sebastian Vettel non ha vinto, ma solo per colpa di una sfortunata safety car. Ora, a Sochi, si presenta il quarto, che promette di essere il più ostico di tutti. Una sfida complicata, certo, ma allo stesso tempo anche l'occasione di dimostrare ai più scettici che le due vittorie in Australia e in Bahrein non sono solo state frutto di astuzie strategiche ed erroracci della Mercedes. Un po' come nel calcio, dove i gol in trasferta valgono doppio. E in Russia, l'armata rossa, giocherà senz'altro fuori casa. Da quando il circuito sovietico ha fatto il suo ingresso nel calendario, infatti, le uniche ad essere riuscite a iscrivervi il proprio nome nell'albo d'oro sono state le Frecce d'argento. E non per merito della fortuna, ma delle caratteristiche tecniche di questo tracciato che sembrano state disegnate su misura per la monoposto tedesca: temperature basse, asfalto liscio che usura poco le gomme, un'elevata influenza della potenza del motore. Se a questi fattori aggiungete la netta superiorità sul giro secco dimostrata (finora) dai campioni in carica, è facile pronosticare che, a meno di un miracolo, per il Cavallino rampante sarà quasi impossibile centrare la pole position o anche soltanto affacciarsi in prima fila nelle qualifiche di sabato.

Due frecce al suo arco
Proseguendo nella nostra metafora calcistica, insomma, la Scuderia dovrà affrontare la gara di domenica giocando in difesa. Ma questo non significa che la sconfitta sia scontata, anzi. Piuttosto, i ferraristi saranno costretti a puntare al massimo su quelli che nei primi tre atti del campionato sono emersi in modo evidente come i suoi due principali punti di forza: la partenza e la strategia. Partiamo dal primo. Vettel è stato capace di scatti brucianti al via: autentici capolavori che il pilota tedesco sarà chiamato a ripetere anche in Russia. Perché se le due Mercedes riuscissero a blindare le prime due posizioni al primo giro, un Valtteri Bottas ormai anche ufficialmente degradato al ruolo di scudiero (come dimostra l'ordine di scuderia impostogli due settimane fa a Sakhir) potrebbe agevolmente fargli da tappo e consentire a Lewis Hamilton di scappar via. Uno scenario inaccettabile. E poi la seconda arma: proprio la scelta di tempo ideale nelle soste ai box, anticipata rispetto a quella degli avversari, ha permesso a Seb di conquistare la testa della corsa pur partendo da dietro. A Sochi, come detto, gli pneumatici sono poco stressati, dunque la Pirelli prevede che le squadre optino per una singola sosta ai box. Ma nulla è perduto: le mescole a disposizione, infatti, sono le più morbide della gamma (ultrasoft, supersoft e soft), proprio quelle con cui la SF70H si è trovata più a suo agio. Quindi, anche con un solo pit stop a disposizione, nulla vieta al muretto rosso di ripetere un'altra magia tattica. Con una buona partenza e una strategia azzeccata, insomma, Vettel ha delle chance realistiche di puntare al successo anche nel quarto Gran Premio del calendario. Prepariamoci: sarà più dura che nei primi tre. Ma anche molto più importante.