23 giugno 2024
Aggiornato 03:00
Perché non è arrivata a Kimi l'indicazione di dare strada?

Nessun ordine di scuderia: così Vettel ha perso dodici giri dietro a Raikkonen

L'ingresso della safety car nel momento sbagliato è stato un semplice, imprevedibile colpo di sfortuna. Semmai i ferraristi possono recriminare per il mancato intervento del muretto, che non ha fatto passare Sebastian e ne ha ritardato la rimonta

Kimi Raikkonen davanti a Sebastian Vettel nelle prime fasi del GP di Cina
Kimi Raikkonen davanti a Sebastian Vettel nelle prime fasi del GP di Cina Foto: Ferrari

SHANGHAI – Lo ha ammesso lo stesso vincitore, Lewis Hamilton: «La gara vera è iniziata solo quando Sebastian è risalito al secondo posto. Ma a quel punto ormai avevo un bel vantaggio». Anche stavolta, infatti, la Ferrari aveva per le mani una macchina capace di puntare alla vittoria: «Negli ultimi dieci o dodici giri – prosegue ancora il campione della Mercedes – lui andava più veloce e io facevo fatica a tenere i suoi tempi». Purtroppo, però, Vettel non ha potuto sfruttare la sua velocità per contendere il successo a Hamilton, ma ha dovuto impiegarla invece per rimontare dalla quinta posizione. Dove si è ritrovato quando la safety car è imprevedibilmente scesa in pista nel momento peggiore per lui, proprio dopo il suo pit stop anticipato: «Senza quella safety car – chiosa Lewis – sarebbe stata una gara equilibratissima, saremmo rimasti a un paio di secondi l'uno dall'altro per tutti i giri».

Muretto muto
L'ingresso della vettura di sicurezza è stato il classico, inevitabile colpo di sfortuna, che ha rovinato i piani dell'incolpevole muretto rosso. Eppure, anche senza l'aiuto della dea bendata, il pilota tedesco ci avrebbe potuto mettere meno tempo a tornare alle spalle del leader, dando così il via a quella famosa «gara vera», appunto. Avrebbe potuto, se non avesse perso ben dodici giri (dall'ottavo al ventesimo) alle spalle del suo compagno di squadra Kimi Raikkonen, chiaramente più lento, prima di riuscire a liberarsene e a cominciare la sua rimonta, portata a termine con due sorpassi da cineteca sulle due Red Bull. È questo l'episodio su cui i tifosi hanno più da recriminare: perché gli strateghi della Ferrari non sono intervenuti, lasciando strada al loro pilota più in palla? A questa domanda, per ora, nessuno degli uomini presenti a Shanghai ha ancora dato risposta.

Kimi insoddisfatto
Evidentemente, possiamo immaginare, la Scuderia ha ritenuto che in questa fase iniziale della stagione fosse ancora troppo presto per sacrificare uno dei suoi due portacolori. Questo lo si può comprendere. Un po' meno si capisce come Iceman abbia la faccia tosta di prendersela ancora con i suoi tecnici per una strategia sbagliata: «Avrei voluto anticipare l'ultima sosta ai box per liberarmi del traffico, ma non è successo, non so perché – ha lamentato a fine gara – A quel punto la mia gara era praticamente finita, ho raggiunto le Red Bull ma era troppo tardi. Avremmo dovuto fare un lavoro migliore». A dover lavorare meglio, in realtà, semmai è lui, che oggi ha chiuso solo quinto, a quaranta secondi dal suo compagno di squadra, e davanti alla seconda Mercedes solo grazie all'imperdonabile testacoda commesso da Bottas sotto safety car: «La macchina andava piuttosto bene, ma ho perso il contatto con i primi dopo pochi giri – prosegue Kimi – Di sicuro abbiamo ancora del lavoro da fare sull'assetto per essere più a mio agio. La velocità non era male, meglio che nell'ultima gara, ma il risultato non è grandioso». Non lo è per niente, visto che perfino i suoi capi gli hanno pubblicamente tirato le orecchie dopo il traguardo. «Parlava troppo, preferisco quando non parla e guida», lo ha bacchettato il team principal Maurizio Arrivabene ai microfoni di Sky Sport. «Oggi forse aveva altri impegni – ha ironizzato il presidente Sergio Marchionne – Era stanco, non era al massimo delle sue potenzialità. E lo abbiamo visto anche quando si è creato il trenino tra le due Red Bull e le due Ferrari: quando Vettel si è liberato è andato avanti in maniera molto più aggressiva». Già. Forse, avreste potuto liberarlo qualche giro prima.