4 dicembre 2020
Aggiornato 15:00
Calcio

Il Pescara prova a spaventare il Milan

Gli abruzzesi, ormai quasi condannati alla retrocessione, giocano la carta del coraggio in vista della sfida di domenica contro i rossoneri

PESCARA - Ha poco o nulla ormai da chiedere a questo disgraziato campionato il Pescara di Zdenek Zeman, orientato probabilmente più a programmare il ritorno in serie A per il prossimo anno che a tentare di raggiungere una salvezza pressoché impossibile da centrare con un ritardo incolmabile sulla quart’ultima posizione ed un solo successo sin qui in campionato. Domenica allo stadio Adriatico arriva il Milan impegnato nella corsa ad un posto in Coppa Uefa e la formazione biancazzurra tenta di caricare l’ambiente e di provocare nervosismo nei rossoneri con dichiarazioni bellicose e coraggiose: «La matematica è il nostro unico alleato - aveva detto Zeman qualche giorno fa - ma finchè ci darà un minimo di conforto noi ce la giocheremo. Il Milan domenica? L’avversario non conta, noi dobbiamo vincere». Ora ha rincarato la dose anche il centrocampista albanese Memushaj, uno dei leader della squadra abruzzese: «Ci crediamo ancora, il Milan dovrà stare molto attento, non siamo ancora morti». La gara di Pescara, dichiarazioni a parte, può rappresentare per il Milan in una trappola per due ragioni: la prima riguarda la possibile sottovalutazione da parte dei rossoneri nei confronti dell’avversario, pensando di aver già vinto la partita ancor prima di scendere in campo; la seconda è relativa proprio al nervosismo: se la squadra di Montella non dovesse sbloccare al più presto la situazione, il Pescara potrebbe rendere la sfida più arcigna, istigare i rossoneri e portarli a commettere errori tecnici. Del resto, la formazione di Zeman ha ormai poco da perdere, mentre il Milan, fra la partita di domenica e la successiva contro il Palermo non potrà non uscire con 6 punti per non dire addio all’Europa; un calendario favorevole, ma con tendenza alle trappole.