24 luglio 2019
Aggiornato 00:00

Milan, senti Niang: «Ho fallito per colpa della società»

Contratto ancora in bilico tra Milan e Watford (attualmente è in Inghilterra in prestito con diritto di riscatto fissato a 18 milioni) l’attaccante francese prova a spiegare le ragioni del suo fallimento in rossonero. Dando le colpe ai troppi cambi di allenatore e alle decisioni della società.

L'attaccante francese ex Milan M'Baye Niang
L'attaccante francese ex Milan M'Baye Niang ANSA

MILANO - «Ho sempre vissuto secondo il principio che quello che accade non è mai un fallimento, bensì un modo per imparare, migliorare e ritornare al top. Ero al Milan, in un grande club, e giocavo con dei campioni, ma era arrivato il momento di cambiare, quindi testa bassa e sotto a lavorare per tornare ai massimi livelli. Davanti a me ho delle opportunità concrete e ce la metterò tutta per migliorare e avere successo». Il messaggio forte e chiaro destinato alla dirigenza di via Aldo Rossi è stato spedito con raccomandata senza ricevuta di ritorno da M’Baye Niang, attaccante francese ceduto in prestito con diritto di riscatto al Watford, in Premier League, nella scorsa sessione di mercato. 

Bisogno di cambiare

Walter Mazzarri, tecnico del club inglese, si è preso la briga di accogliere nel miglior modo possibile l’ex rossonero, anche se finora il suo bottino non è che sia proprio da strapparsi i capelli: 6 partite disputate, condite da 1 gol e 1 assist. Difficile che possa bastare per convincere il Watford a sborsare circa 18 milioni di euro per riscattarlo in estate dal Milan. Niang sembra esserne consapevole ed è tornato a parlare della sua vecchia squadra: «Non è che il mio rapporto col Milan si sia rotto, ma forse avevo bisogno di un cambiamento, ne aveva bisogno la mia carriera. Me ne sono andato perché mi serviva un nuovo inizio». 

Troppi allenatori

Quello che è difficile spiegare è come mai, malgrado le numerose occasioni avute a disposizione da quando il Milan lo acquistò dal Caen nell’estate del 2012, Niang non sia mai riuscito a sfondare e a crearsi all’interno dell’universo rossonero un spazio ben preciso, come invece hanno fatto tanti altri giovani negli ultimi tempi. La spiegazione prova a offrirla lo stesso attaccante francese: «Al Milan ho avuto stagioni nelle quali giocavo ed altre invece in cui non giocavo e sono finito in prestito al Montpellier e al Genoa. Non voglio cercare scuse, ma da quando sono arrivato in rossonero sono cambiati davvero tanti allenatori e per un giovane non è facile cambiare sempre tecnico e adattarsi ogni volta a un modulo diverso e probabilmente è questo che ha giocato contro di me».