9 dicembre 2019
Aggiornato 19:30

Con la Ducati, Jorge Lorenzo è andato peggio di Valentino Rossi

Al debutto sulla Desmosedici, il Dottore arrivò settimo. Por Fuera, invece, si è fermato all'undicesimo posto: «E senza tutti questi ritiri potevo essere quindicesimo», ammette. Il primo round del confronto a distanza l'ha perso

Jorge Lorenzo lotta nelle ultime posizioni con la sua Ducati
Jorge Lorenzo lotta nelle ultime posizioni con la sua Ducati Michelin

DOHA – Inutile nasconderselo: se Jorge Lorenzo ha accettato la sfida Ducati non è stato solo per i dodici milioni annui di stipendio, ma anche e soprattutto per battere Valentino Rossi. Per riuscire laddove perfino il supercampione di Tavullia ha fallito: portare al successo la Rossa di Borgo Panigale. Ecco, nel primo round di questo match a distanza, Por Fuera è uscito con le ossa rotte. All'esordio sulla Desmosedici, il Dottore conquistò un settimo posto a sedici secondi dalla vetta, il pilota maiorchino invece è arrivato undicesimo a venti secondi. Un disastro. «Non possiamo essere soddisfatti del risultato, né della dodicesima posizione in griglia né tantomeno della gara – confessa un rabbuiato Lorenzo a fine gara – Partire così indietro non aiuta, non ci sono abituato e ho incontrato molte complicazioni. Ho peccato di inesperienza alla quarta curva, ho frenato un pelino dopo gli altri e per non tamponare Pedrosa ho deciso di andare fuori pista: lì ho perso parecchi secondi e sono sceso dall'ottava alla sedicesima posizione. Poi, con queste condizioni della pista, fredda e molto umida, non mi trovavo bene con la moto, ero lento e andavo spesso lungo. Quando ho iniziato a ritrovare confidenza, la gomma posteriore è calata e non avevo l'esperienza o la capacità di tenere il ritmo dei primi. Anzi, sono stato fortunato che ci siano state tante cadute, altrimenti sarei arrivato quattordicesimo o quindicesimo. Ma se sono riuscito a fare quattro o cinque giri veloci, significa che in futuro, poco a poco, riuscirò anche a farne di più».

Alla rincorsa
Il suo matrimonio con la Ducati, insomma, è cominciato con il piede sbagliato, ma questo non lo fa demoralizzare: «No, per niente. Questo è solo l'inizio, anche se non quello che sognavo. Ma resto positivo. Le circostanze sono state molto diverse dai test, anche dal punto di vista meteorologico, e questo ha complicato tutto. In condizioni normali andiamo un po' meglio. Ora ci aspetta un altro test a Jerez dove proveremo delle soluzioni per migliorare aspetti importanti della moto. E la grande gara di Dovi dimostra che il potenziale della Desmosedici è molto più alto. Lui, dopo cinque anni, sa trarre il massimo da questa moto ed è uno specialista di queste condizioni strane, come Valentino. Io, invece, sono uno di quei piloti che soffrono le condizioni umide, non mi trovo a mio agio e non mi sento sicuro». Tanti errori, dunque, una confidenza con la moto ancora non perfetta ma anche un pizzico di sfortuna dietro a questo buco nell'acqua. Ma presto anche Jorge potrebbe tornare nel gruppo dei primi, lì dove è abituato a stare. Ne è convinto perfino Valentino Rossi: «Lo conosco benissimo ed è senza dubbio uno dei più forti. Penso che ce la farà a risalire e ad essere protagonista». La prima, però, intanto l'ha vinta lui.