13 novembre 2019
Aggiornato 23:00

ClosingMilan, SES alle corde: ancora nessuna caparra e uffici deserti

Ennesimo ritardo nel versamento della seconda tranche della terza caparra e conseguente slittamento del closing a dopo Pasqua. Ma a preoccupare i tifosi del Milan sono le notizie provenienti dalla Cina, secondo cui gli uffici di Sino-Europe Sports sarebbero sempre desolatamente vuoti.

La protesta della tifoseria rossonera a proposito della questione closing
La protesta della tifoseria rossonera a proposito della questione closing ANSA

MILANO - Adesso forse sarà il caso che qualcuno decida finalmente di metterci la faccia e spiegare al mondo del calcio cosa sta succedendo attorno ad un pezzo di storia del football mondiale come l’Ac Milan. Le ultime notizie raccontano di un ennesimo e duplice slittamento: la seconda parte della terza caparra di 80 milioni non arriverà nemmeno entro questa settimane ed è - forse - attesa per la prossima; la diretta conseguenza è che anche il closing, annunciato in pompa magna per il 7 aprile scivolerà fisiologicamente almeno dopo Pasqua, vista l’impossibilità di convocare l’assemblea dei soci in questo brevissimo lasso di tempo.

Non esistono

A complicare ulteriormente lo scenario, ieri ha contribuito anche la Reuters che con un lancio di poche righe ha gettato - come se ce ne fosse ancora bisogno - ulteriore discredito sul consorzio cinese Sino-Europe Sports e sulla serietà di tutta l’operazione closing. Secondo la prestigiosa agenzia internazionale, che ha inviato una troupe guidata dal giornalista Adam Jordan al World Trade Centre di Changxing - due ore a Ovest di Shanghai - dove risulta essere la sede ufficiale di SES, gli uffici delle otto delle società di comodo connesse all’operazione e registrate lì praticamente «Non esistono. Le guardie e gli impiegati del palazzo dicono di aver sentito nominare Sino-Europe Sports, ma solo raramente, e non hanno mai visto alcun dipendente».

Povero diavolo…

Qualcosa di molto simile a quanto riferito la Gazzetta dello Sport che già qualche mese fa aveva spedito un proprio inviato in Cina raccogliendo lo stesso tipo di risposte. Quello che a questo punto appare sempre più evidente è che Sino-Europe Sports sia un contenitore di nulla, un guscio vuoto all’interno del quale continua ad agitarsi - si fa per dire - il solo Yonghong Li, sempre più disperatamente solo alla ricerca di qualche partner finanziatore. 

Povero diavolo, che pena ci fa.