Cessione Milan

Milan: si lavora per il closing, ma restano ancora tanti punti oscuri

Cresce l’ottimismo sul fronte Sino-Europe Sports ma alcune domande necessitano ancora di risposte approfondite: dalla composizione della cordata alla tracciabilità dei fondi già ricevuti da Fininvest.

La sede di Casa Milan
La sede di Casa Milan (ANSA)

MILANO - Si infittisce il mistero sulla cessione del Milan. Se da una parte ci sono fonti vicine a Sino-Europe Sports che rassicurano l’ambiente dispensando ottimismo e ottime ragioni per credere a un buon esito finale delle operazioni (vedi editoriale di apertura odierno del Diario Rossonero), restano diversi argomenti in sospeso che avrebbero bisogno di chiarimenti. Lo facciamo in compagnia di Marcel Vulpis, direttore di SportEconomy.it e grande esperto del settore.

Due domande per Silvio

Innanzitutto la questione trasparenza, argomento caldo su cui le diverse fazioni schierate (gli ottimisti per forza e i diffidenti a oltranza) lottano ormai da mesi: «È mai possibile - sostiene Vulpis dalle colonne di SportEconomy.it - che nessuno sia interessato a chiedere ai cinesi di uscire allo scoperto e raccontare da chi è composto il fondo Sino-Europe Sports? Perché non si possono conoscere i nomi degli investitori, visto che lo stesso Silvio Berlusconi tranquillizza i rappresentanti dei media con interviste ad hoc che vanno solo nella direzione di una operazione un po’ complicata (per il trasferimento di capitali cinesi all’estero), ma sostanzialmente in via di definizione?».

La tracciabilità dei flussi

Argomento direttamente collegato al secondo punto interrogativo di tutta questa operazione: da chi arrivano i soldi già versati nelle casse di Fininvest e quelli che dovranno - presumibilmente - arrivare nei prossimi giorni? «Su diversi giornali - incalza Vulpis - si parla di Fininvest in pressing per ottenere dai cinesi nuove garanzie sulla fattibilità dell’operazione e sulla tracciabilità dei flussi di denaro. Un aspetto che conforta da un lato, ma che spaventa dall’altro. Come è possibile che nessuno si sia chiesto finora da dove arrivano i soldi? Appare francamente difficile da credere che una società del calibro di Fininvest possa aver avuto un atteggiamento così «benevolo» nei confronti di investitori cinesi di cui ancora oggi non si conosce l’assoluta consistenza economica».

Unico aspetto positivo

A bilanciare parzialmente i punti oscuri, c’è però dal fronte SES un ottimismo che disorienta. Secondo voci vicine al consorzio, tutti i problemi riscontrati finora che hanno impedito il buon esito delle operazioni rientrano nel discorso legato alla stretta del governo di Pechino sull’esportazione di capitali all’estero. Ma le stesse fonti assicurano che una volta chiusa l’operazione non si sarà più alcun ostacolo nel trasferire fondi nelle casse dell’Ac Milan che a quel punto sarà un’azienda di proprietà di un fondo cinese. «Dal punto di vista tecnico è lecito immaginare che gli scenari possano essere questi», conferma Vulpis. Ma perchè tutto vada in questa direzione occorre che Sino-Europe Sports faccia cadere la maschera. Solo così si potranno rassicurare gli osservatori e soprattutto i tifosi del Milan.