Cessione Milan

Albertini: «Vicenda closing imbarazzante, ma io vorrei tornare al Milan»

L’ex vicepresidente dalla Figc è tornato a parlare del suo primo amore, della strana evoluzione dell’affare closing e del suo sogno, mai nascosto, di tornare al Milan.

L'ex rossonero Demetrio Albertini
L'ex rossonero Demetrio Albertini (ANSA)

MILANO - Uno come lui, geometrico, puntuale, preciso, servirebbe come il pane per mettere ordine in una vicenda che di chiaro ha ben poco. Ci riferiamo a Demetrio Albertini, ex punta di diamante del Milan berlusconiano con un recente passato da grande dirigente di calcio (è stato vice presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio). Dell’ex regista rossonero si è parlato tanto nei mesi scorsi a proposito di un suo possibile ritorno a casa, con il nuovo Milan cinese. Ipotesi bocciata fin dall’inizio per i dubbi, mai nascosti, dello stesso Albertini nei confronti del consorzio Sino-Europe Sports.

Il sogno di tornare

Ad oggi, dopo tutte le sconvenienti vicende che stanno accompagnando questa tormentata cessione del club, è difficile per chiunque azzardare pronostici: «Non ho la sfera di cristallo - le parole di Demetrio Albertini ai microfoni di Sky Sport 24 -, non so cosa succederà ma in alcuni momenti la situazione è stata abbastanza imbarazzante. Ora bisogna solo aspettare ma la fiducia e la speranza di tutto il calcio europeo è che si arrivi presto al closing, perchè il Milan crea valore sia a livello europeo e mondiale e va difeso e tutelato». 

Quello che appare certo, al di là dei legittimi dubbi, è che nella nuova società cinese non ci sarà spazio per lui: «Preciso che non ho avuto alcun contatto, nè con i vecchi nè con i dirigenti in pectore. Confesso che rientrare al Milan è uno dei miei sogni ma non tutti i sogni si avverano».