31 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Calcio - Serie A

Mihajlovic, sete di vendetta: un’arma in più per il Milan

Dopo la sconfitta alla prima di campionato, bissata da quella di qualche giorno fa in Coppa Italia, il desiderio di vittoria e di rivincita del tecnico serbo rischia di essere talmente elevato da creare un corto circuito nella sua squadra. Un po’ come già accaduto nel derby contro la Juventus.

MILANO - Di Sinisa Mihajlovic possiamo dire tutto, tranne che non sia una persona di carattere. Forse troppo. Lo era da calciatore, quando guidava la difesa con carisma da condottiero; lo è a maggior ragione adesso che di mestiere fa l’allenatore e che quindi per contratto è chiamato a spronare i suoi ragazzi a dare il massimo.

Ed in effetti tutti i calciatori che hanno lavorato con lui sono sempre stati concordi su un punto: il tecnico serbo è bravo a stimolare e motivare i suoi giocatori. Con una controindicazione, può anche andare facilmente fuori giri.

Il vero limite di Sinisa

Ne sanno qualcosa i ragazzi allenati da Mihajlovic a Catania, Firenze, Genova e Milano (casualmente tutte le squadre poi allenate anche dal rossonero Montella), spesso e volentieri strigliati - perfino pubblicamente - a seguito di prestazioni non in linea con le aspettative dell’uomo di Belgrado.

Ecco, il vero limite di un allenatore estremamente intelligente, che conosce benissimo il calcio e i suoi meccanismi, ma che ogni tanto vive certe partite come sfide personali, come questioni d’orgoglio e di supremazia territoriale, è proprio questo: spingere talmente tanto il piede sull’acceleratore da causare spesso e volentieri dei danni irreparabili al motore delle sue squadre.

Il precedente con la Juve

Alla vigilia del derby di quest’anno tra Torino e Juventus, al cospetto di tanti stimati colleghi che illustravano le sapienti doti di motivatore di Mihajlovic e i pericoli che avrebbero corso i bianconeri campioni d’Italia contro la grinta del tecnico serbo, ci eravamo avventurati in un pronostico fuori dagli schemi: attenzione, perchè la troppa voglia di imporsi di Sinisa potrebbe scatenare qualche errore inaspettato. Detto fatto, dopo una partita fin lì in parità e giocata quasi interamente con personalità e vigore, ecco la follia del serbo: tre cambi a 10 minuti dalla fine per vincere il match e immediato 1-2 da knock out della Juventus che ha tramortito il Toro.

La speranza rossonera

Una situazione che potrebbe materializzarsi nuovamente questa sera all’Olimpico di Torino, quando i granata affronteranno la squadra che pochi mesi fa ha licenziato Sinisa, il Milan dell’amico e rivale Montella. Dopo una prima scoppola rimediata in campionato alla prima giornata e una seconda vittoria rossonera in Coppa Italia nemmeno una settimana fa, il desiderio di rivincita di Mihajlovic, rischia di raggiungere vette inimmaginabili. Talmente intenso da poter provocare un corto circuito ai granata. È quello che si augurano i tifosi milanisti: espugnare la tana del Toro per continuare l’inseguimento di un sogno, il terzo posto in campionato e la prossima Champions League.

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