14 agosto 2020
Aggiornato 16:00
Quale team preferirà il figlio d'arte?

Non solo Mercedes: pure la Ferrari stende il «tappeto rosso» a Schumacher Jr

Massimo Rivola, responsabile della Driver Academy di Maranello, vorrebbe fortemente nel suo vivaio il 17enne Mick, figlio della leggenda Michael: «La scelta spetta a lui». Con il sogno di portarlo, un giorno, sulla Rossa di Formula 1

ROMALa Mercedes lo ha invitato ai festeggiamenti ufficiali per la vittoria del Mondiale di Formula 1, ma questo non significa che Mick Schumacher sia (ancora) un pilota del vivaio delle Frecce d'argento. A corteggiarselo, infatti, sono le due scuderie con cui corse il leggendario papà Michael: la casa di Stoccarda da un lato e la Ferrari dall'altro. La decisione spetterà solo a lui: «Ovviamente lo seguiamo e quest’anno potremo farlo da vicino, visto che correrà con Zhou (Guanyu, pilota cinese della Ferrari Driver Academy, ndr) nella Prema – ha spiegato Massimo Rivola, responsabile del programma giovani di Maranello, alla Gazzetta dello sport – Però, in questo caso, è Mick che dovrà scegliere. Adesso non è né con il programma Mercedes né con Red Bull. Ma, se vorrà entrare alla Ferrari Academy, troverà un tappeto rosso». Rivedere il nome Schumacher su una Ferrari di Formula 1, insomma, è il sogno proibito dei vertici della Rossa tanto quanto lo è dei suoi milioni di tifosi. Anche perché il 17enne vicecampione in carica di Formula 4 ha già colpito Rivola per le sue doti: «Mi è sembrato molto educato e senza montature, complimenti ai genitori che l’hanno cresciuto così. Alla sua età deve già affrontare una pressione mediatica enorme, ma la sta gestendo benissimo».

Con l'aiuto del Biscione
Sarà lui il futuro del Cavallino rampante? Sarà lui il primo prodotto del vivaio della Scuderia ad approdare in Formula 1? L'obiettivo, per l'ex direttore sportivo, è chiaro: «Portare un pilota sulla Ferrari. E il sogno passa dal portarlo prima in F1. Se poi sarà un pilota italiano, ancora meglio. Guardando oggi Fuoco e Leclerc, dico che sono pronti». Quello che manca alla Ferrari, per ripetere la scoperta della Red Bull con Max Verstappen, è una squadra B che possa svezzare i talentini nella massima serie. Ma Sergio Marchionne ha recentemente lasciato intendere che vorrebbe portare l'Alfa Romeo nel Mondiale proprio a questo scopo: «Beh, sentire che il presidente ne ha parlato fa sognare – spiega Rivola – Se la Fda avesse uno sbocco in F1, come oggi la Toro Rosso per Red Bull, chiaramente sarebbe l’ideale. Spero che un giorno succeda davvero, ma è un progetto non economico e neppure facile da realizzare. Per ora il nostro obiettivo è vincere in GP2, GP3 e F4». Un pilota italiano, però, in Ferrari ci è appena entrato: il collaudatore Antonio Giovinazzi. «È fortissimo, lo volevo nella Academy già a inizio 2016. Sono contento che ora sia alla Ferrari come terzo pilota, merita una possibilità. Per me la sua dote più grande è la testa e in un pilota rappresenta il novanta per cento. È vero che Antonio ha 23 anni, ma non vorrei che l’esempio di Verstappen sviasse. Non bisogna arrivare per forza a 18 anni. C’è un percorso da valutare che spesso nel mondo delle corse si trascura».