12 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

Milan, la triste parabola del “Uallarito” Sosa

Dopo appena cinque spezzoni di partita disputati ad inizio stagione, l’ex Besiktas sembra uscito dai radar di Montella. L’ideale sarebbe provare a venderlo per recuperare almeno qualcosa degli 8 milioni spesi in estate. Ma chi č che vuole El Uallarito?

MILANO - Che fine ha fatto Josè Sosa, detto pomposamente El Principito? A Milanello non si sente più parlare di lui, figuriamoci a San Siro. Sembra quasi evaporato, uscito dai radar dell’informazione, ma anche da quelli dello staff tecnico che dopo appena 5 spezzoni di partita disputati dall’ex napoletano Sosa pare aver capito con chi ha a che fare. A questo punto però la domanda sorge spontanea: se non deve più far parte dei programmi presenti e futuri del Milan, perchè non si passa rapidamente all’azione nel tentativo di cederlo e magari anche incassare qualcosa? 

Operazione fallimentare

Certo, in questo modo si certificherebbe senza più possibilità d’appello il fallimento del suo acquisto in estate, ma rimediare ad un errore è sempre meglio che perseverare. E che l’operazione Sosa, preso dal Besiktas per l’esorbitante - e francamente inaccettabile - cifra di 8 milioni di euro, sia stata un topica clamorosa di Adriano Galliani è ormai fuori di dubbio. 

Per giustificare il senso di questo affare, c’era addirittura chi dipingeva fantasiosi scenari di mercato secondo cui il Milan si sarebbe offerto di accollarsi il centrocampista argentino dal Besiktas solo per rivenderlo poi a gennaio ad una delle altre due squadre di Istambul, Fenerbahce o Galatasaray, esclusivamente per creare - grazie ai sei mesi vissuti a Milano - un cuscinetto di decompressione e non urtare la suscettibilità della vivace tifoseria turca.  

Cessione ideale

I tifosi milanisti firmerebbero con il sangue per vedere materializzata una teoria tanto ardita quanto bizzarra, ma la verità è che Josè Sosa, che compirà ben 32 anni che il prossimo 19 giugno, non lo vuole proprio nessuno.

Nemmeno Vincenzo Montella, che dopo 5 scampoli di partite offerti all’ex Besiktas nella prima parte della stagione, ha definitivamente rinchiuso El Principito nel dimenticatoio, senza più utilizzarlo nemmeno come cambio al 90’ per perdere tempo. 

Sagacia napoletana

Ai tifosi del Napoli, qualche anno fa, sono bastati pochi mesi (stagione 2010-11) per scippare a Sosa il suo soprannome originale guadagnato in Argentina e ribattezzarlo in maniera decisamente più prosaica «El Uallarito». Fotografando con una semplice parola tutta l’indolenza, la lentezza, la mancanza di propositività, l’atteggiamento refrattario mostrato spesso e volentieri dal centrocampista di Carcarañá. Ora «Ualli», come viene ancora chiamato all’ombra del Vesuvio, è diventato un calciatore del Milan. Tutto merito delle geniali intuizioni di Adriano Galliani, ma i tifosi rossoneri ancora si chiedono il perchè. Chissà che la risposta non arrivi proprio stasera dal match di Coppa Italia contro il Torino: se Montella si decidesse finalmente a dargli un po’ di spazio potrebbe essere la sua grande occasione.