Iannone tende la mano a Dovizioso: «Non è vero che non lo rispetto»
Il suo ex compagno di squadra alla Ducati, solo qualche giorno fa, lo aveva accusato di comportamento irrispettoso nei suoi confronti. Ma il Maniaco gli risponde con parole concilianti: «Non siamo amici, ma l'ho sempre stimato»

ROMA – Il compagno di squadra, recita uno storico adagio del mondo delle corse, è sempre il primo dei rivali. Così, dopo tanti anni di condivisione del box ma anche di battaglie senza quartiere, non c'è da stupirsi se anche i divorzi sono accompagnati dai veleni. Guardate il caso più noto, quello di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, per esempio. Oppure a quello tutto italiano e ducatista di Andrea Iannone e Andrea Dovizioso. «Non mi mancherà – ha attaccato qualche giorno fa Desmodovi alla Gazzetta dello sport – Da un lato lui mi è solo servito da sprone, visto che è un pilota molto veloce e averlo come compagno mi è piaciuto. Ma l’atteggiamento di Andrea e di tutto il suo gruppo... Per me il rispetto delle persone è importante, e il suo gruppo e soprattutto lui non ne hanno». Non certo il più cordiale dei saluti per il Maniaco, che ha appena lasciato Borgo Panigale per approdare alla Suzuki.
Amicizia no, stima sì
Accuse che il pilota di Vasto respinge al mittente, con un tono decisamente più conciliante nei confronti dell'altro Andrea: «Mi dispiace che pensi questo – ha risposto sempre alla Gazza – Ci conosciamo da sempre, fin da quando correva contro mio fratello nelle minimoto. Per me, non c’è grande amicizia ma il rispetto sì. Anche tra i nostri genitori. Lo stimo molto, come uomo e come pilota, poi in pista c’è rivalità naturalmente. Quello che è successo in Argentina (quando Iannone scivolò all'ultimo giro e centrò anche Dovizioso, mentre entrambi erano sul podio provvisorio, ndr) non ha aiutato: ti puoi scusare mille volte, ma le scatole girano sempre. Penso che per lui siano stati due anni con un compagno difficile da battere, esattamente come per me».
Mai pago
È un Iannone sorridente, anche quando traccia un bilancio sulla sua ultima stagione in rosso, segnata dalla sua prima vittoria in MotoGP ma anche da troppi incidenti: «Questa stagione è stata fondamentale, e tutto sommato positiva. Ho vinto il mio primo GP, ho riportato la Ducati alla vittoria dopo tanto tempo. Quando sono arrivato in fondo sono quasi sempre andato sul podio, quando sono caduto stavo lottando per andarci. Sono scivolato troppe volte, ma se l’ho fatto è perché ho cercato di più, perché invece di accontentarmi di essere terzo ho provato ad arrivare secondo. Peccato, perché soprattutto nella seconda parte della stagione la Ducati era molto competitiva, forse gli mancava ancora qualche piccolo dettaglio per vincere, ma eravamo lì. E se avessi potuto sempre correre sento che sarei stato molto forte».
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