19 ottobre 2019
Aggiornato 16:00

Ambrosini sulla cessione del Milan: «Ci sono troppo misteri a riguardo»

L'ex capitano rossonero è dubbioso e circospetto circa il passaggio di proprietà della sua vecchia squadra, con la chiusura della trattativa che fatica a decollare.

MILANO - Sembrava tutto pronto per il passaggio del Milan da Silvio Berlusconi ai cinesi, c’era anche la data (il 13 dicembre) e c’erano messaggi distensivi sia da parte dell’attuale presidente e sia da Pechino. Invece qualche intoppo esiste ancora, in particolar modo sui fondi che lo stato cinese non vorrebbe far uscire in fretta dal paese asiatico, tanto che lo stesso Berlusconi ha detto che potrebbe esserci una proroga di 40-45 giorni, dopo i quali il Milan virerà su altre scelte, ovvero sulla conferma dell’attuale dirigenza e col Cavaliere ancora al timone. Sull’intricata questione interviene anche Massimo Ambrosini, ex capitano milanista, oggi commentatore televisivo per Sky Sport: «Se io fossi un tifoso del Milan chiederei maggior chiarezza sulle vicende societarie - precisa l’ex centrocampista - e soprattutto che tutto venga spiegato il prima possibile. Io mi faccio delle domande e non riesco a capire la difficoltà di far uscire questi fondi dalla Cina, spero non ci siano intoppi di tipo politico, ad esempio. Ci sono troppe cose non dette, troppo mistero intorno a questa storia che va avanti oltretutto da troppo tempo e con interlocutori diversi. Berlusconi, poi, dovrebbe anche capire che se resta lui e il Milan diventa tutto giovane e tutto italiano, può arrivare in alto ma non vincere. A questo il presidente deve pensare seriamente». L’eccitazione per l’eventuale permanenza di Berlusconi, in effetti, non si capisce: se resta lui, il Milan è destinato a galleggiare senza mai più competere per la vittoria, con la conseguente cessione (prima o poi) dei migliori calciatori della rosa, come un’Atalanta, un Genoa o un’Udinese qualsiasi.