30 agosto 2025
Aggiornato 02:00
Cessione Milan

Berlusconi: «Closing confermato il 13 dicembre»

Il numero uno rossonero, commosso per la celebrazione organizzata dalla curva sud prima del derby, annuncia il closing nella data stabilita, conferma l’ipotesi di restare presidente onorario e apre ad un nuovo ruolo per Galliani.

MILANO - È un Silvio Berlusconi sorridente, addirittura commosso, quello che applaude i suoi ragazzi a San Siro per il suo annunciato ultimo derby da presidente del Milan. Il problema è che l’uomo dei 28 trofei vinti, come celebrato con un’intuizione felice dalla curva sud prima del pirotecnico 2-2 contro l’Inter, non è sembrato piuttosto convinto di lasciare, tanto che una sua frase concessa ai microfoni dei colleghi prima di entrare in tribuna ha lasciato sbigottiti tutti gli operatori: «Ultimo derby da presidente? Non credo».

Nessun ripensamento

Un pensiero che ha lasciato spazio a mille interpretazioni e ha monopolizzato l’attenzione generale per tutta la serata, quasi più di quello che accadeva sul campo dove Milan e Inter se le davano di santa ragione con il pareggio raggiunto dai nerazzurri all’ultimo respiro. Fino a quando, intercettato al termine della cena di rito presso l’Hotel Bulgari di Milano, il numero uno rossonero ha chiarito la sua posizione: «Nessun ripensamento. Abbiamo assicurazioni valide che si chiuderà il 13 dicembre e crediamo non ci siano ostacoli nell'ottenere le autorizzazioni necessarie dal Governo di Pechino. I cinesi vorrebbero che io rimanessi con il ruolo di presidente onorario, senza l'elezione di un presidente esecutivo, e credo che questa situazione possa concretizzarsi, Ma dovrei avere una possibilità d'intervento sul mercato e su questioni di campo. Se così sarà, proverò ad accettare la presidenza onoraria». 

Spazio per Galliani

Ma la sorpresa annunciata da Silvio Berlusconi è un’altra: «Spero proprio ci sia spazio nel nuovo Milan anche per Adriano Galliani, cercherò di far accettare ad entrambe le parti (l’attuale amministratore delegato si è dimostrato fin qui poco propenso a ricoprire un ruolo diverso da quello attuale ndr.) questa condizione e mi auguro di riuscirci».