8 dicembre 2019
Aggiornato 18:30

La Federazione dà torto alla Ferrari, ma è pronto un nuovo appello

Respinto il ricorso contro la penalità che è costata il podio a Sebastian Vettel nel Gran Premio del Messico: i commissari hanno deciso che non fosse emerso alcun «nuovo elemento». Ma la guerra di carte bollate potrebbe continuare

Sebastian Vettel nell'abitacolo della sua SF16-H
Sebastian Vettel nell'abitacolo della sua SF16-H Ferrari

SAN PAOLO – È durata solo 24 ore la speranza di Sebastian Vettel di vedersi restituire il podio del Gran Premio del Messico, perso per via della penalità ricevuta per aver cambiato traiettoria in frenata mentre si difendeva dagli attacchi di Daniel Ricciardo. La Federazione internazionale dell'automobile ha infatti respinto il ricorso presentato ieri dalla Ferrari, al termine di un'udienza condotta alla presenza dell'ingegnere capo della Rossa, Jock Clear, e con i commissari messicani collegati in teleconferenza. Il tentativo degli avvocati ferraristi si basava sul fatto che la difesa irregolare di Vettel era stata immediatamente successiva al taglio di chicane con cui Max Verstappen era riuscito, in maniera altrettanto illegale, a non farsi superare dal tedesco. «In particolare la Scuderia sosteneva – si legge nel comunicato conclusivo della Fia – che il direttore di gara avesse il 'potere' di costringere Max Verstappen a cedere la posizione. Ma il regolamento gli conferisce 'autorità assoluta' di obbligare il pilota, non lo obbliga a farlo. E questo fatto non ha comunque influito sulla decisione presa nei confronti di Vettel». La Ferrari aveva inoltre menzionato la presenza di un «nuovo elemento» emerso dall'analisi dei dati del Gps che avrebbe potuto ribaltare la sentenza della direzione gara. «Quando gli è stato chiesto se i dati del Gps contraddicessero la telemetria e le altre prove consultate dai commissari, che dimostravano come Vettel avesse sterzato in frenata alla curva 4, Clear ha ammesso di no», conclude la nota federale. Insomma, «i commissari hanno deciso che non si era in presenza di alcun nuovo elemento» che potesse riaprire il caso e mettere in discussione il precedente verdetto. Dunque Sebastian Vettel resta fermo in quinta posizione nella classifica della gara messicana. Almeno per ora, visto che formalmente la Ferrari ha ancora il diritto di presentare appello verso questa decisione dei commissari. Riaprendo questa estenuante guerra di carte bollate, che continua a tenere banco a due settimane dalla bandiera a scacchi. E che con la pista non c'entra ormai davvero più niente.