22 maggio 2019
Aggiornato 23:00
Nessuna retromarcia sul ritiro del campione australiano

Ducati abbandona il sogno Casey Stoner: «Non tornerà più a correre»

Paolo Ciabatti, direttore sportivo della Rossa di Borgo Panigale, racconta i retroscena del rifiuto del Canguro al rientro alle gare, perfino come semplice wild card per un'unica apparizione in Austria: «Se non ha accettato allora, non lo farà mai più»

Casey Stoner
Casey Stoner ( Ducati )

ROMA – Anche per la Ducati è arrivato il tempo di guardare in faccia la realtà: quello di rivedere Casey Stoner sulla griglia di partenza di un Gran Premio di MotoGP è destinato, con ogni probabilità, a rimanere per sempre un sogno. Il suo ritorno a Borgo Panigale, seppure solo come testimonial e collaudatore di lusso, aveva alimentato le speranze degli appassionati nel corso dell'inverno: si sussurrava infatti che la sua decisione di lasciare la Honda fosse stata presa anche perché, quando l'australiano si offrì l'anno passato di sostituire l'infortunato Dani Pedrosa, dal Giappone gli chiusero la porta in faccia. Sembrava un Canguro con tanta voglia di correre, insomma, quello che si ripresentò nel team con cui vinse il suo primo titolo mondiale ormai quasi dieci anni fa. A maggior ragione alla luce degli ottimi tempi che aveva fatto segnare nei suoi primi test, allo stesso livello di quelli dei due piloti titolari.

Il gran rifiuto
Tanto che i vertici della Rossa avevano ormai pianificato il suo trionfale rientro. C'era perfino la data: domenica 14 agosto, giorno in cui era in programma il primo Gran Premio d'Austria. Sembrava l'occasione ideale: un circuito nuovo per tutti, il Red Bull Ring, dove dunque i suoi rivali in attività non avrebbero avuto il vantaggio dell'esperienza recente, e per giunta adattissimo alle caratteristiche della Desmosedici (che infatti avrebbe vinto la gara con Andrea Iannone). Stoner aveva perfino partecipato, al fianco di Iannone e Dovizioso, ai due giorni di prove organizzati dalla MotoGP per prendere le misure del tracciato. Poi, però, quando già il team aveva fatto richiesta di un posto da wild card, il due volte iridato si è tirato indietro, cedendo il sellino all'altro test rider Michele Pirro: «Non c'è mai stata una strategia di marketing alle spalle – racconta oggi il direttore sportivo Paolo Ciabatti al sito specializzato internazionale Motorsport – In fase di trattativa con Casey ci accordammo per un contratto che prevedeva solo tre test, non la chance di correre un Gran Premio. Quello che è successo è che, quando lo abbiamo rivisto in moto e ci siamo resi conto di quanto sia ancora veloce, abbiamo pensato che sarebbe stato un sogno per lui tornare a disputare una gara. Ma alla fine, se non ha accettato di correre in Austria, vuol dire che non correrà mai più».

Futuro da scrivere
Una chance così ghiotta per la grande rentrée come quella della gara austriaca di quest'anno, insomma, non si ripresenterà più. E a questo punto sorge spontanea una domanda: se di correre non ne ha proprio più voglia, che ruolo potrà realisticamente ricoprire Casey Stoner nella Ducati del futuro? «Per ora lo utilizziamo come ambasciatore – prosegue Ciabatti – ed è stato molto importante averlo a disposizione per il nostro novantesimo anniversario quest'anno. Inoltre ci ha aiutato all'inizio dell'anno a prendere le prime decisioni sulla direzione da intraprendere per l'evoluzione della Desmosedici. D'ora in poi sarà lui a decidere che ruolo vorrà ricoprire. Deve scegliere se preferisce concentrarsi sulla sua vita in Australia, sulla pesca e sulla sua fattoria, perché se fosse così non avrebbe tempo per aumentare il suo impegno in Ducati».