20 febbraio 2019
Aggiornato 08:00

Ross Brawn: «Da Michael Schumacher segnali incoraggianti»

Le ultime notizie sulle condizioni di salute della bandiera della Ferrari arrivano dal suo storico direttore tecnico: «Sono circolate molte voci, la maggior parte false. Ma ci sono dei progressi e speriamo di vederne sempre di più»

Michael Schumacher e Ross Brawn ai tempi della Ferrari
Michael Schumacher e Ross Brawn ai tempi della Ferrari Ferrari

ROMA – Tra notizie buone e altre meno promettenti, i tanti tifosi che ancora oggi provano affetto per Michael Schumacher restano costantemente in attesa che dal muro di riservatezza eretto dalla famiglia intorno alla sua villa in Svizzera filtrino gli ultimi aggiornamenti sulle condizioni di salute del loro beniamino. L'ultimo, in ordine di tempo, a bucare la barriera della privacy è oggi Ross Brawn, storico direttore tecnico del campione tedesco prima alla Benetton e alla Ferrari, dove vinse tutti e sette i suoi titoli mondiali, e infine nella seconda parte della sua carriera alla Mercedes. Per quanto scarne, le ultime rivelazioni del collaboratore di Schumi possono indurre qualche speranza negli appassionati: «La famiglia ha scelto di condurre la convalescenza di Michael in privato e io devo rispettare questo fatto – ha dichiarato ai microfoni della Bbc – Perciò per me è difficile parlare molto di questo argomento, per rispetto verso la loro privacy. Ma posso dire ci sono segnali incoraggianti e che noi preghiamo ogni giorno di vederne sempre di più. Sono circolate molte voci intorno alle condizioni di Michael, la maggior parte false. Noi semplicemente preghiamo e speriamo sempre di continuare a vedere questi progressi e di poter un giorno vedere Michael in piedi e guarito dai terribili danni che ha riportato».

Il suo nuovo ruolo
Qualche parola in più Brawn l'ha invece potuta spendere sulle voci che invece hanno recentemente riguardato lui stesso, indicato da molti organi di stampa come il futuro patron della Formula 1 dopo Bernie Ecclestone. Per il momento, lui si limita a raccontare le sue idee sul ruolo che potrebbe ricoprire: «Sarebbe un piacere per me lavorare per far progredire la Formula 1 – ammette a Sky Sport inglese – Questo è uno sport grandioso, ma che fatica a mantenere la sua posizione nel panorama dell'intrattenimento. Un ruolo del genere certamente mi attrarrebbe. Sono uno spettatore frustrato perché, dopo tanti anni di attività, quando osservi ti inizi a chiedere il motivo per cui vengono prese certe decisioni. Io amo la F1, mi manca il mio lavoro, l'emozione, il paddock, ma non tutta la tensione. Inizialmente è stata la Liberty Media (nuova proprietaria della F1, ndr) ad avvicinarmi per chiedermi il mio punto di vista e finora sono stato un semplice consulente per loro. Li sto aiutando a comprendere come funzioni la Formula 1, come potrebbe cambiare in futuro, e qual è la prospettiva delle squadre. Sono un ingegnere, quindi tendo ad essere pragmatico: il mio approccio è sempre quello di avere un piano, triennale o quinquennale, e cercare di realizzarlo con l'aiuto delle persone giuste. A volte mi sembra invece che in F1 non si lavori così, che non ci sia una visione futura».