23 maggio 2019
Aggiornato 16:30
Finale al vetriolo per la gara messicana

Verstappen-Vettel, scoppia la lite: «Vaffa...», «Frustrato». Puniti entrambi

Il ferrarista e il giovane talento della Red Bull finiscono ai ferri corti negli ultimi giri del Gran Premio del Messico. Max taglia la pista e non cede la posizione, Seb si infuria via radio. Ma i commissari tolgono il podio a tutti e due

Sebastian Vettel sul podio del Gran Premio del Messico
Sebastian Vettel sul podio del Gran Premio del Messico ( Ferrari )

CITTÀ DEL MESSICO – È durata appena qualche ora l'illusione, per Sebastian Vettel, di tornare su quel podio da cui mancava ormai da cinque gare consecutive. Colpa di un finale del Gran Premio del Messico condito da tensioni e polemiche, che non si è chiuso nemmeno quando è sventolata la bandiera a scacchi. La strategia della Ferrari, una volta tanto, ha funzionato, tanto da far rimontare il campione tedesco fino a giocarsi il podio negli ultimi giri con Max Verstappen. Ma Seb non sarebbe probabilmente riuscito a superare il giovane talento della Red Bull in pista, se non fosse stato proprio quest'ultimo a sbagliare, bloccando le ruote alla prima curva nel giro 60 e dovendo tagliare nell'erba delle vie di fuga pur di mantenere il posto. Una manovra, naturalmente, proibita dal regolamento, tanto che il suo stesso team gli ha subito ordinato di cedere la posizione al ferrarista. Ma il solito Max, che ormai si è fatto un nome per il suo scarso rispetto delle regole, non ci ha pensato neanche, e ha mantenuto fino al traguardo il terzo posto.

Scatto di nervi
Vettel, a quel punto, è andato su tutte le furie, zigzagando e gesticolando nervosamente all'indirizzo del rivale. E tuonando via radio in mondovisione: «Spostati, spostati, c...o. Verstappen è un co...one, ecco quello che è. Sono l'unico ad averlo visto, o lo avete visto anche voi? Mi sta rallentando per far recuperare Ricciardo? Deve ridarmi la posizione, fine della storia. Ecco un messaggio per Charlie (Whiting, direttore di gara): vaffa...lo. Onestamente, andrò addosso a qualcuno...». Le sue colorite proteste sono subito state ascoltate dai commissari: poco dopo la bandiera a scacchi, infatti, l'olandese è stato penalizzato di cinque secondi, scivolando dal terzo al quinto posto, e le porte del podio si sono dunque aperte per il tedesco. «Dovete capirmi, l'adrenalina era a mille – si è giustificato a freddo Vettel per il suo linguaggio – Ero in preda alle emozioni e mi sono innervosito. Lo stavo mettendo sotto pressione, il che era già piuttosto difficile, in più con delle gomme piuttosto vecchie. A quel punto lui ha fatto una mossa scorretta: ha tagliato la pista e non si è spostato. Ero molto arrabbiato quando ho tagliato il traguardo, ma poi c'è stato il colpo di scena: improvvisamente mi hanno detto che potevo salire sul podio». Verstappen, dal canto suo, non ha invece gradito la punizione: «È ridicola, non ho tratto nessun vantaggio – ha ribattuto – Ero davanti a Vettel prima di frenare e ci sono rimasto al rientro in pista. Lui si è messo a urlare via radio e non so quante parolacce ha usato. Penso che debba tornare a scuola, gli andrò a parlare perché sta gestendo le cose in modo ridicolo. Alla fine, è solo un ragazzo molto frustrato al momento».

Pure Seb sotto inchiesta
Anche la gara di Vettel, però, non è stata del tutto innocente. Il quattro volte iridato è stato infatti messo a sua volta sotto indagine per aver cambiato traiettoria in frenata per difendersi da Daniel Ricciardo, sfiorando il contatto con lui. Dopo aver ascoltato entrambi i piloti, la direzione gara ha deciso di affibbiare al ferrarista dieci secondi di penalizzazione, facendolo così di nuovo arretrare dal terzo al quinto posto, e il podio è andato nelle mani dell'australiano. Che ha rincarato la dose: «Seb ha fatto la stessa manovra per cui tutti si stanno lamentando – accusa il pilota della Red Bull – Non meritava di stare lassù sul podio, dopo quella manovra. Mi sono buttato all'interno, ma lui mi ha chiuso la porta in frenata. Ho bloccato i freni per evitare il contatto, ma lui ha continuato a chiudermi e alla fine non potevo andare da nessuna parte. È stato frustrante. Non equivocatemi: io amo correre e lottare anche duramente, mi piacciono un po' di bloccate e di contatti. Ma questo non va bene. Io ero stato più furbo di lui nella scelta della traiettoria, se volete ho vinto la parta a scacchi. E lui ha pensato: 'Oh, ho sbagliato, ora devo rimediare', e si è spostato». Ironia della sorte, la nuova regola che proibisce di cambiare traiettoria in frenata è stata introdotta proprio a suon di proteste (comprese quelle di Vettel) contro il giovane Verstappen che si era reso protagonista più di una volta di questa infrazione: «Almeno io la mia manovra l'ho fatta per bene – ha chiosato Max – Seb non sa come si fa...».