11 dicembre 2019
Aggiornato 08:30

Marc Marquez non riesce più a stare in piedi: «Forse ho sbagliato io...»

Seconda caduta consecutiva da quando lo spagnolo della Honda ha vinto il Mondiale: «Non ho sentito nulla di strano, la traiettoria era la solita, ma probabilmente ho aperto troppo presto il gas. Peccato, potevo salire sul podio»

Marc Marquez in lotta nel Gran Premio di Malesia
Marc Marquez in lotta nel Gran Premio di Malesia Red Bull

SEPANG – Fino a due Gran Premi fa, Marc Marquez non aveva sbagliato praticamente nulla: era scivolato solo in Francia, riuscendo però a risalire in moto e ad arrivare comunque in zona punti. Da quando ha conquistato la certezza matematica del Mondiale e ha deciso di mettere nell'armadio la giacca da ragioniere per indossare l'armatura del combattente, lo spagnolo della Honda sembra non riuscire più a restare in piedi. Caduto la settimana scorsa in Australia, poi anche oggi in Malesia: stavolta con l'attenuante di una pista dalle condizioni realmente proibitive, che era riuscito a domare fino all'undicesimo giro, mantenendosi a ridosso di Andrea Dovizioso che alla fine sarebbe andato a vincere. Finito in terra, è poi riuscito di nuovo a riprendere la gara e a rimontare dalla quindicesima all'undicesima piazza finale.

Non ho avvertito nulla di strano
«Oggi è stata una giornata difficile – racconta il neo iridato – Al mattino il meteo instabile, poi la pioggia: qui in Malesia sono cose che capitano. Nei primi giri stavo comodamente con il gruppo di testa, cercando di risparmiare le gomme per il finale, ma improvvisamente mi si è chiuso l'anteriore alla curva 11. Una caduta completamente diversa da quella di Phillip Island: non ho avvertito nulla di strano, ho fatto la solita traiettoria, forse ho sbagliato ad aprire un po' troppo presto il gas. Avevo scelto di usare i dischi in carbonio, che non avevo mai provato e che mi davano la possibilità di frenare più forte, ma penso sia stata la scelta giusta, non c'entra niente con il mio incidente. Pensavo di poter salire sul podio qui, ma non era destino. Ed è meglio che sia accaduto ora che ho già vinto il titolo: è un'esperienza che ci aiuterà per il prossimo anno e che ci fa apprezzare ancor di più il Mondiale».