2 giugno 2020
Aggiornato 13:30
Il duello per il Mondiale MotoGP continua anche fuori pista

Valentino Rossi rilancia la sfida, Marc Marquez svicola

Di arrendersi, il campione di Tavullia non ha proprio nessuna voglia: «Adesso arrivano le tre gare oltreoceano, che adoro. Non è finita finché è finita». E Magic Marc evita accuratamente di farsi trascinare in una guerra psicologica

Valentino Rossi sul podio di Aragon
Valentino Rossi sul podio di Aragon Yamaha

ROMA – Contrordine, compagni. Due settimane fa, dopo il Gran Premio di Aragon, in Valentino Rossi prevaleva il realismo, perfino la comprensibile delusione per i punti ceduti ai rivali Marc Marquez e Jorge Lorenzo nella corsa iridata: «Ovviamente non sono rimasto completamente soddisfatto, perché volevo essere il migliore delle Yamaha e arrivare davanti a Lorenzo – confessa – È stato un peccato, perché all'ultimo giro potevo provarci, ma ho commesso un errore. Nella seconda metà della gara lui è stato più veloce di me e ho perso quattro punti da lui». Ma oggi, alla vigilia del trittico di gare in Asia e Australia, che decideranno buona parte del Mondiale 2016, il Dottore si presenta con ben altro atteggiamento. Agguerrito, convinto, fiducioso. Pronto ad approfittare fino alla fine delle ultime chance di remuntada su Magic Marc: «Amo le tre gare oltreoceano, sono tre circuiti che trovo fantastici. Sulla carta, con la Yamaha dovremmo essere forti. Motegi, in particolare, mi piace molto: lì la moto e io siamo molto forti. Spero di poter lottare per la vittoria. Con 52 punti di distacco ora è molto, molto difficile. Ma dobbiamo restare concentrati e provare a vincere. Non è finita finché è finita».

La moto non c'è, ma la grinta sì
Il lato tecnico del duello sembrerebbe favorire i suoi rivali: «Noi della Yamaha dobbiamo lavorare sodo, perché entrambi siamo saliti sul podio, ma la Honda ha vinto tre delle ultime quattro gare – ricorda il campione di Tavullia al sito ufficiale della MotoGP – Lavorano bene e sono molto forti. Speriamo di poter migliorare anche noi e di essere più competitivi nelle gare oltreoceano. La Honda ha avuto un vantaggio sul sistema elettronico negli ultimi due anni, soprattutto in ingresso curva, ma anche in accelerazione. Ci hanno messo un po' per adattare la moto alla nuova centralina, ma ora sono molto forti». Ma, oltre a quella tecnica, c'è anche una componente mentale dello scontro. E su questo campo è Rossi ad avere più carte da giocarsi. Anche e soprattutto per la fame di riscatto dopo l'ultimo controverso finale mondiale, che ancora riesce a infiammarlo dentro: «La pressione è difficile da gestire, ma allo stesso tempo mi piace, è come una droga – spiega – La sensazione quando scendo in pista è la stessa di vent'anni fa, la passione mi fa continuare a correre, la motivazione è ancora grande, perché voglio vincere altre gare e anche un titolo. L'anno scorso ci sono arrivato molto vicino e le sensazioni che ho provato sono state molto brutte, perché penso che il finale di stagione non sia stato corretto. Dopo Motegi avevo la possibilità di vincere il Mondiale, ma purtroppo dalla gara di Phillip Island in poi è cambiato qualcosa. Le prime due o tre settimane dopo sono state dure. Ma al Rally di Monza sono tornato a correre e mi sono detto: 'Ok, posso dimenticarlo'. O meglio, non lo dimenticherò mai, ma posso provarci!».

Marc Marquez sulla griglia di partenza
Marc Marquez sulla griglia di partenza (Michelin)

E Marquez non risponde
Di questi ripetuti riferimenti al biscotto dell'anno passato, che Vale continua a disseminare nelle sue ultime interviste, i giornalisti hanno ovviamente chiesto conto anche alla controparte, Marc Marquez. Ma lui, forse consapevole del rischio di farsi trascinare in una battaglia psicologica con il numero 46, da cui molti altri campioni prima di lui sono usciti con le ossa rotte, preferisce continuare a trincerarsi dietro al solito «no comment». «Non è la prima volta che dice certe cose – ha risposto alla stampa in occasione di un recente evento promozionale – Si possono fare molte interpretazioni, è chiaro che Valentino abbia un sacco di esperienza sia in pista che fuori, ma resta quello che ho detto finora. Se uno non entra nel gioco è impossibile giocare, se la guerra si fa fuori dalla pista non mi adatto perché è molto facile da perdere, ma all’interno della pista devo essere concentrato e continuare come sempre. E se anche Lorenzo e Rossi litigano, meglio per me. Non voglio farmi coinvolgere in questo gioco, voglio concentrarmi sulla pista, la squadra e il Mondiale e non voglio farmi distrarre da queste cose. È importante affrontare il tour asiatico con molti punti di vantaggio perché possono accadere molte cose, ad esempio la pioggia».

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