29 maggio 2022
Aggiornato 03:00
Campioni eterni delle due e delle quattro ruote

Kimi Raikkonen come Valentino Rossi: «Al ritiro non ci penso»

Iceman è coetaneo del Dottore e come lui è il più vecchio del suo campionato. Ma per il momento non intende smettere di correre quando scadrà il suo attuale contratto con la Ferrari, l'anno prossimo: «Magari lotterò per il titolo»

Kimi Raikkonen ai microfoni dei giornalisti
Kimi Raikkonen ai microfoni dei giornalisti Foto: Ferrari

ROMA – Se Valentino Rossi sta pensando seriamente a proseguire la sua carriera di pilota anche oltre la scadenza del suo attuale contratto, nel 2018, perché il suo coetaneo Kimi Raikkonen dovrebbe essere già pronto ad appendere il casco al chiodo? E in effetti questa è una prospettiva a cui Iceman non ha ancora pensato. Per ora il 37enne finlandese ragiona solo sul presente: nel corso di questa stagione si è guadagnato il rinnovo con la Ferrari per un'altra annata, la prossima, che sarà la sua sedicesima in Formula 1. Dopo, chi vivrà vedrà. «Non sono arrivato tanto in là – ha confessato al quotidiano La Stampa – Adesso penso al weekend di gara che mi aspetta, poi a finire bene questo campionato e infine a cominciare al meglio il prossimo. Magari lotterò per il titolo e a quel punto chissà. Ne parlerò con la Ferrari».

L'anno migliore dopo il titolo
Del resto, è vero che Kimi è ad oggi il pilota più vecchio della Formula 1 («Sì, ma mi sono anche fatto due anni di vacanza – sorride lui quando glielo si ricorda – Nei rally, intendo») ma è anche vero che questo campionato, in cui si trova a soli cinque punti dal leader della Ferrari, Sebastian Vettel, e in cui si è preso perfino il lusso di stargli davanti in diverse gare, è il suo migliore da parecchi anni a questa parte. «È vero, anche se il Mondiale rimane il momento della carriera che mi è rimasto più impresso», ricorda Raikkonen, ripensando al 2007. L'anno in cui guidò la macchina che gli piacque di più: «In quel campionato c’erano due fornitori di pneumatici, Bridgestone e Michelin, e la competizione li spingeva e produrre gomme sempre più veloci».

La famiglia e la squadra
Neanche la nascita di un figlio, che secondo il fondatore Enzo Ferrari faceva perdere un secondo al giro ai piloti, è bastata a rallentarlo. Anzi, c'è chi scherza sostenendo che il finnico va più forte proprio perché ha fretta di tagliare il traguardo e tornare dal suo erede... «Davvero? No, non credo che la paternità incida sulle prestazioni di un pilota. La velocità non c’entra con la famiglia», ribatte lui. Ottimo, invece, è il rapporto con il suo compagno di squadra Vettel: «Buono fin dall’inizio. Corriamo e lavoriamo bene insieme da due anni». E perfino con Max Verstappen, il giovane leone con cui quest'anno è stato protagonista di diversi scontri in pista e fuori: «Personalmente non ho nulla contro di lui – conclude – ma non so se sia un sentimento reciproco».