27 gennaio 2021
Aggiornato 14:00
Calciomercato | Milan

Borja Valero è il grande rimpianto rossonero

La mancanza di un regista di centrocampo si sente nella squadra di Montella e le prestazioni dello spagnolo della Fiorentina aumentano le recriminazioni per un affare che sarebbe potuto essere e non è mai stato.

MILANO - Estate 2012: il Milan cede inopinatamente Ibrahimovic e Thiago Silva al Paris Saint Germain, proprio mentre dicono addio alla maglia rossonera una vagonata di senatori quali Nesta, Gattuso, Zambrotta, Van Bommel, Inzaghi, con Pirlo già juventino da un anno. Il declino milanista inizia da quel Milan-Novara, ultima giornata del campionato 2011-2012, commiato di tante glorie, ultima partita di due campioni (Ibrahimovic e Thiago Silva, appunto) che con la loro cessione hanno aperto una voragine nell’organico rossonero, mai più richiusa. Eppure in quell’estate tormentata, qualcosa si poteva ancora salvare e in soccorso del Milan arriva il Villarreal, fino ad allora medio alta squadra della Liga spagnola e in quella stagione retrocessa nella serie B iberica: un affare per molti club europei che si fiondano sui gioielli della compagine gialla, tutti prendibili a basso costo.

Occasioni mal sfruttate
La Fiorentina e il Milan si piazzano in prima fila per strappare qualche pedina buona al Villarreal, ma mentre i viola agiscono col cervello, i rossoneri lo fanno d’istinto, sbagliando. I toscani tornano dalla Spagna con Gonzalo Rodriguez e Borja Valero, il Milan con Zapata. E la differenza, nonostante il primo campionato chiuso miracolosamente dai rossoneri al terzo posto proprio davanti ai viola, si sente, soprattutto perché la Fiorentina, prima di Montella e ora di Paulo Sousa, aggiusta il centrocampo con un regista coi fiocchi come Borja Valero, i rossoneri dei 6 allenatori in 4 anni, si ritrovano senza faro di centrocampo, arrangiandosi con quello che passa il convento. E quanto sarebbe servito e servirebbe tuttora Borja Valero al Milan; non a caso lo stesso Montella, appena approdato a Milanello, ha chiesto ripetutamente il regista spagnolo a Galliani, ottenendo, ovviamente, un secco rifiuto dalla Fiorentina che di anelli al naso non ne ha, infischiandosene delle offerte e resistendo per il calciatore fulcro della squadra gigliata. Borja Valero è sostanza, qualità, intelligenza tattica, si trova sempre dove dovrebbe trovarsi, non fa mai un tocco inutile, è il collante fra tutti i reparti, ha tutto ciò che manca al Milan e che renderebbe la formazione rossonera migliore di quanto non sia attualmente. Non erano necessari bauli di milioni, assegni da molteplici zeri: bastava essere a conoscenza del valore del calciatore, aver visto le partite di campionato e di coppa del Villarreal per giungere primi al momento giusto e portarsi a casa uno dei centrocampisti più completi d’Europa. Dal 2012, però, la lungimiranza non fa più rima col Milan.