20 settembre 2019
Aggiornato 19:00

Alex De Angelis riporta la Aprilia sul podio

Secondo posto, alle spalle del leader del Mondiale Jonathan Rea, per il sammarinese in gara-2 al Lausitzring. È la prima top 3 in Superbike per lui e per la moto di Noale da quando viene gestita privatamente da Iodaracing

LAUSITZ – Alex De Angelis ha conquistato il primo podio della sua carriera (e di quella del team Iodaracing, che da quest'anno porta in pista le Aprilia) nel Mondiale Superbike, arrivando secondo in gara-2 al Lausitzring. De Angelis non saliva sul podio di una gara mondiale dal terzo posto ottenuto nel GP di Germania in classe Moto2 del 2012. Caratterizzata da condizioni meteo al limite, la gara ha visto ripetersi per due volte le procedure di schieramento a causa della pioggia e della scarsa visibilità. Nonostante le difficoltà, Alex De Angelis ha usato tutta la sua esperienza per gestire al meglio la sua gara, che partiva dalla diciottesima posizione in griglia. Grazie a una partenza perfetta e a una gestione magistrale della sua Aprilia Rsv4Rf, De Angelis ha guadagnato 13 posizioni solo nel primo giro, passando in quinta posizione a caccia del gruppo dei primi. Dopo solo due giri, il pilota di San Marino era già alle spalle del suo compagno di squadra, Lorenzo Savadori che era riuscito anche lui a partire bene, installandosi in terza posizione alle spalle di Jonathan Rea e di Tom Sykes, scivolato poco dopo. Purtroppo anche Savadori, complice una condizione di asfalto al limite per quanto riguarda l’aderenza, è scivolato, finendo in terra mentre era in seconda posizione. Fortunatamente per lui nessuna conseguenza fisica ma solo la gran delusione di non aver terminato nemmeno una gara del round tedesco. Con il passare dei giri De Angelis, invece, ha gestito la sua corsa, regolando il suo ritmo per tenere alle sue spalle il principale inseguitore, il ducatista Xavi Fores. I due si sono confrontati sulla tabella dei tempi, con De Angelis che è poi riuscito fino alla fine a mantenere il suo margine sul collega spagnolo e a tagliare il traguardo dietro solo al vincitore Jonathan Rea, che consolida la sua leadership mondiale.

Un anno dopo l'incidente
«Prima di tutto voglio dedicare questo risultato alla mia famiglia, e a Giampiero Sacchi (patron del team Iodaracing, ndr) – il commento a caldo del sammarinese – Senza il loro aiuto e la loro vicinanza non sarei mai riuscito a fare quello che sto facendo. Vengo dal terribile incidente di Motegi 2015, che ha messo a dura prova me e la mia famiglia in questi mesi. Ma non mi sono mai tirato indietro, ho passato l’inverno ad allenarmi in vista del mio ritorno in pista e ancora continuo a fare fisioterapia e preparazione atletica. Questo risultato però è anche la testimonianza che abbiamo fatto la scelta giusta, quella di passare da comprimari nella MotoGP a protagonisti della Superbike. Oggi era veramente difficile stare in piedi, credo di essere riuscito a finire la gara mettendo in campo tutta la mia esperienza. Nella partenza ho fatto le mie traiettorie e ho visto che potevo passare molti piloti. Poi ho visto cadere Sykes e anche Savadori davanti a me sembrava al limite. Quando ho visto cadere anche Lorenzo ho pensato solo a come rimanere in piedi, poi sono riuscito a gestire il mio ritmo grazie alle indicazioni che arrivavano dal box. La sensazione che provo ora è incredibile».